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F.A.Q. - Frequently Asked Questions

Le F.A.Q. acronimo di Frequently Asked Questions, sono quelle domande di uso frequente che si pongono la maggior parte delle persone riguardo un argomento. Nel settore avicolo vi sono numerose domande ricorrenti, che cercherò di raccogliere e pubblicherò con le relative risposte onde agevolare i lettori meno esperti e più desiderosi di conoscere il mondo dell'avicoltura.

Cosa si intende per ciclo integrato di produzione?

Il ciclo attuato in avicoltura. E cioè quello che lega contrattualmente l'allevatore al mangimista ed all'azienda di macellazione e lavorazione delle carni. È l'unico processo produttivo che consente una completa e totale responsabilizzazione di tutte le fasi del ciclo al fine di permettere una reale e totale garanzia di qualità del prodotto finito.

Esiste ancora l'allevamento in batteria?

No. Per l'allevamento del pollo da carne l'allevamento in batteria è stato soppiantato da circa trent'anni. Oggi polli e tacchini, faraone, anatre, ecc. sono allevati a terra: razzolano liberi di muoversi in grandi ambienti luminosi dove possono alimentarsi a piacimento. Nei moderni allevamenti razionali l'unico elemento artificiale è il continuo intervento dell'uomo nel fornire agli animali cibo ottimale, cioè assai migliore di quello che essi troverebbero sull'aia o in campagna. Ciò fa sì che la qualità delle carni avicole sia di gran lunga superiore rispetto al passato; la stessa loro maggior tenerezza è un pregio, perché dovuta, oltre che ad alcune caratteristiche organolettiche intrinseche, anche alla più giovane età del pollame in commercio.
Parte delle galline ovaiole invece sono ancora allevate in gabbia. Tuttavia questa metodica di allevamento verrà vietata a partire dal 2012 e gli allevatori consorziati di galline ovaiole che ancora usano le gabbie si stanno attrezzando per sostituirle entro la data prefissata.

Che cosa c’è nel mangime?

Il mangime è composto al 90% da cereali quali mais, grano, orzo, sorgo e soia. La percentuale varia in base alla tipologia e all’età dell’animale. Il restante 10% è composto da minerali quali carbonato e fosfato importanti per lo sviluppo osseo, da vitamine e oligoelementi e da oli vegetali o grassi animali fondamentali per il loro contributo energetico alla dieta. Inoltre recentemente, proprio come nell’alimentazione umana si fa spesso ricorso a erbe o lieviti anche in zootecnia si stanno sperimentando diversi prodotti naturali.

I mangimi contengono antibiotici?

No. Dal 1 gennaio 2006 è stato bandito nei mangimi l’uso degli antibiotici promotori della crescita. Gli animali come tutti gli esseri viventi si possono ammalare e in tal caso vanno ovviamente curati. L’impiego di farmaci sottostà alle prescrizioni del veterinario aziendale. I farmaci hanno tempi di sospensione, ossia non possono essere somministrati in prossimità della macellazione. Questa pratica è molto importante perché garantisce al consumatore la totale assimilazione del farmaco da parte dell’animale e quindi la garanzia dell’esclusione di residui di farmaci nelle carni. La cura degli animali non comporta rischi per il consumatore. La sicurezza che questa pratica venga rispetta è garantita dai veterinari del servizio sanitario pubblico che, sempre presenti nei macelli, con analisi a campione ricercano l’eventuale presenza di residui.

Che cosa succede in allevamento?


Ogni allevamento deve avere un codice rilasciato dalla ASL competente, la quale dopo visita ispettiva verifica la presenza delle condizioni che la legge impone per potere allevare. Gli allevamenti avicoli devono essere recintati e all’interno non devono essere presenti altri volatili. Ogni capannone deve avere il pavimento in cemento o in superficie lavabile, reti antipassero, mangiatoie e abbeveratoi sufficienti. L’allevamento deve essere dotato di silos per il mangime, di cella frigorifera per lo stoccaggio degli animali deceduti e di un effettivo programma di derattizzazione. Ad ogni immissione di pulcini il capannone deve essere pulito e disinfettato. Tra un’immissione e l’altra deve essere rispettato un periodo di vuoto sanitario la cui durata varia a seconda della specie allevata. I pulcini vengono immessi su lettiera nuova in ambiente riscaldato. I sistemi di alimentazione e abbeveraggio sono automatici. L’allevatore ispeziona gli animali almeno una volta al giorno e annota su apposito registro ogni movimentazione da e per l’allevamento. L’attività principale dell’allevatore quando gli animali sono in allevamento è di controllo e sorveglianza affinché siano garantite le condizioni di accrescimento migliori. Nell’allevamento moderno un ruolo centrale è svolto dal veterinario aziendale, il quale è responsabile della conduzione sanitaria. Spetta infatti a lui prescrivere trattamenti terapeutici in caso di insorgenza di malattie Prima di essere inviati al macello gli animali vengono ispezionati dal veterinario della ASL di competenza che certifica l’idoneità degli animali alla macellazione. Gli animali sono quindi costantemente monitorati e ogni ispezione viene annotata nel registro aziendale Per un ulteriore approfondimento invitiamo a leggere la sezione del nostro disciplinare relativa agli allevamenti.

Per far crescere così rapidamente i polli vengono usati ormoni?

No.
Gli ormoni sono vietati per legge. L’idea che agli avicoli vengano somministrati ormoni è pura fantasia che ha l’unico scopo di denigrare il nostro lavoro. La crescita degli avicoli da carne e dei polli in particolare dipende da una serie di fattori: pulcini sani e forti, rispetto del benessere e della biosicurezza negli allevamenti, mangimi sani e bilanciati. L’uomo da sempre ha cercato di migliorare le razze e i vegetali, selezionando gli elementi migliori e facendoli accoppiare tra di loro o innestando e incrociando le piante migliori. Questa e solo questa è la pratica che ha permesso di selezionare razze avicole da carne capaci di accrescimenti importanti. Gli allevatori per permettere agli animali di esprimere il loro potenziale devono garantire loro condizioni di benessere ottimali.

Nel mercato italiano sono presenti polli o tacchini provenienti dall'estero?

No. Le importazioni sono praticamente inesistenti. Il settore avicolo italiano, contrariamente al resto della zootecnia, è totalmente autosufficiente. Anzi, con le proprie produzioni riesce a soddisfare - oltre alla domanda interna - anche quella esterna.

È vero che le carni di pollame italiane sono tra le migliori nel mondo dal punto di vista qualitativo?

Sì. Le carni avicole di produzione italiana sono di qualità oggettivamente più elevata rispetto a quella media europea ed internazionale. Questa superiorità risiede: nella scelta, da parte dei nostri allevatori, di razze pesanti che offrono carni più mature e più gustose; nell'uso di alimenti ad alto contenuto nutrizionale: granturco anziché, ad esempio, sottoprodotti utilizzati in moltissimi allevamenti esteri, che danno luogo a produzione di carni di qualità e sapidità inferiori; nel minor contenuto di acqua delle carni (che da noi vengono raffreddate ad aria, anziché ad acqua come per lo più negli altri paesi, nei quali questa pratica fa sì che il pollame assuma acqua anche in quantità notevole, che è poi venduta come carne); nella già accennata integrazione produttiva completa, che consente alle aziende avicole di controllare direttamente e in modo completo l'intero ciclo produttivo fino alla logistica interna e distributiva culminante nella gestione di un'ininterrotta catena del freddo che collega gli stabilimenti con i punti di vendita; nella severità dei controlli ufficiali effettuati dai veterinari delle ASL, senza confronti con gli altri paesi europei.

Come si interpretano i codici stampati sulle uova?

Su ogni singolo uovo sono riportati i seguenti codici:

0IT 001 VR 000 A

Il primo numero indica la tipologia di allevamento (0=biologico, 1=all’aperto, 2=a terra, 3=in gabbia). Le prime due lettere indicano la sigla dello Stato di produzione delle uova (IT= Italia). Le seconde tre cifre indicano il Codice Istat del Comune di allevamento. Le seconde due lettere indicano la sigla della provincia di appartenenza (VR=Verona). Le ultime tre cifre indicano il Codice di Allevamento. L’ultima lettera è facoltativa e indica l’unità produttiva di deposizione.

Perché consumare locale?

Il Made in Italy è sinonimo e garanzia di qualità, in particolare l’eccellenza del settore alimentare è invidiata in tutto il mondo. Consumare carni avicole e uova italiane significa scegliere prodotti sottoposti ai rigidi e efficaci controlli dell’autorità pubblica italiana, significa scegliere prodotti provenienti da allevamenti all’avanguardia in tema di biosicurezza e di rispetto delle norme di allevamento non vincolanti i paesi extra europei.Il Piemonte è particolarmente vocato all’allevamento avicolo poiché gli allevamenti sono generalmente di piccole o medie dimensioni e dislocati quasi sempre a notevole distanza gli uni dagli altri. Queste condizioni sono particolarmente indicate per il rispetto delle biosicurezza e del benessere animale.

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