Vaccinazione in ovo
La somministrazione di vaccini in ovo è una tecnica ormai collaudata e molto diffusa negli Stati Uniti. In Italia è stata sperimentata ma per il momento non ha ancora riscontrato successo.
La tecnica ovo-inject inocula la soluzione vaccinale direttamente nel sacco amniotico mediante l'utilizzo di apposite macchine multiago (vedi immagine a lato), forando il guscio, ma non interferendo con lo sviluppo dell'embrione, che continuail suo sviluppo nella camera di schiusa senza apprezzabili perdite.
E' la tecnica ideale per contrastare la Malattia di Marek, poiché il pulcino nasce già con viremia da virus vaccinale (vaccinazioni effettuate nei riproduttori) e annullando gli anticorpi materni instaura subito un'immunità in grado di contrastare la malattia sino dai primi giorni.
Negli Stati uniti sono stati testati con successo anche vaccini tetravalenti con 2 ceppi del virus della Malattia di Marek, più un ceppo intermedio del virus della Malattia di Gumboro, più un ceppo ricombinante del virus del vaiolo aviario contenente i geni delle proteine del virus della Pseudopeste.
Esiste anche il lato negativo della medaglia:
La tecnica ovo-inject inocula la soluzione vaccinale direttamente nel sacco amniotico mediante l'utilizzo di apposite macchine multiago (vedi immagine a lato), forando il guscio, ma non interferendo con lo sviluppo dell'embrione, che continuail suo sviluppo nella camera di schiusa senza apprezzabili perdite.E' la tecnica ideale per contrastare la Malattia di Marek, poiché il pulcino nasce già con viremia da virus vaccinale (vaccinazioni effettuate nei riproduttori) e annullando gli anticorpi materni instaura subito un'immunità in grado di contrastare la malattia sino dai primi giorni.
Negli Stati uniti sono stati testati con successo anche vaccini tetravalenti con 2 ceppi del virus della Malattia di Marek, più un ceppo intermedio del virus della Malattia di Gumboro, più un ceppo ricombinante del virus del vaiolo aviario contenente i geni delle proteine del virus della Pseudopeste.
Esiste anche il lato negativo della medaglia:
- il tempo richiesto per il trasferimento delle uova embrionate nella macchina è elevato, anche sfruttando il contemporaneo passaggio dall'incubatrice alle macchine di schiusa;
- i virus vaccinali sono normalmente letali per l'embrione o ne alterano lo sviluppo: necessario quindi lo sviluppo di vaccini ricombinati;
- elevato costo del macchinario, che richiede una costante manutenzione, lavorando con margini ridottissimi di errore.
Confortante apprendere che negli USA oltre l'85% dei broilers viene vaccinato in ovo a 18 giorni d'incubazione e pertanto questa costosa tecnologia potrà arrivare in futuro anche da noi a prezzi più contenuti e ulteriormente perfezionata.
Nozioni generali sulla vaccinazione nell'allevamento avicolo >>
Poultrynet
Bibliografia: Atti del Convegno SIPA-Intervet - Bologna, 18 settembre 2003





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