Vaccinazione per via parenterale
La vaccinazione per via parenterale offre numerose varianti. Possono essere somministrati infatti, sia vaccini vivi che inattivati, sia a pulcini di un giorno in incubatoio, sia ad animali in allevamento.
Somministazione dei vaccini vivi
Non è frequente l'uso di vaccini vivi somministrati per via parenterale, ad eccezione di quello contro la Peste delle anatre (Enterite Virale) e contro la Malattia di Marek in incubatoio, dove un'addestrata equipe, con apposite macchine automatiche vaccina decine o centinaia di migliaia di pulcini in poche ore.La preparazione del vaccino contro la Malattia di Marek merita un capitolo a parte, in quanto viene fornito congelato a -196°C in appositi bidoni di azolo liquido per mantenere vitale il virus associato a cellule. Deve essere posta molta cautela nel maneggiare le fiale, munirsi di guanti e di maschera, indossare un camice a maniche lunghe e operare con movimenti lenti ma sicuri, onde evitare schizzi di azoto liquido che sulla pelle causano delle vere e proprie ustioni. L'ambiente deve essere aereato in modo che non venga a mancare ossigeno per l'operatore addetto alla preparazione. Si procede staccando una fiala per volta dalle stecche di supporto ed immergerla immediatamente in acqua alla temperatura controllata di 27°C fino a completo scongelamento e comunque per non più di due minuti, pena l'inattivazione del vaccino. Agitare delicatamente la fiala, aprirla avvolgendola prima in un panno sterile onde evitare schizzi di liquido in caso di rottura della fiala e con una siringa munita di ago grosso (18G) aspirare lentamente il liquido e iniettarlo nella sacca di diluente. Prelevare poi un pò di diluente dalla sacca per risciacquare la fiala e riaggiungerlo nuovamente nella sacca. La temperatura ideale delle sacche di diluente dovrebbe attestarsi possibilmente tra i 20 e i 25°C. A questo punto, prima di procedere alla vaccinazione, agitare lentamente la sacca, operazione che deve essere ripetuta ogni circa 15 minuti per mantenere omogeneo il contenuto. Consumare la sacca entro un'ora al massimo.
I flaconi e le fiale dei vaccini vivi, dopo l'uso vanno immersi in una soluzione disinfettante, o meglio fatti bollire, in modo da non disperdere in giro il virus vaccinale. Ogni vaccino viene comunque fornito con tutte le spiegazioni in merito alla conservazione, somministrazione precauzioni nell'uso, che vanno scrupolosamente osservate.
Somministazione dei vaccini inattivati
I vaccini inattivati, a differenza di quelli vivi, vengono somministrati esclusivamente per via parenterale. Gli attuali vaccini vengono preparati con antigeni inattivati sospesi in acqua e miscelati con un eccipiente oleoso per conseguire un'emulsione acqua in olio. Quando questa viene inoculata, permette di acquisire una consistente e perdurante immunità: il granuloma vaccinale che si forma nel punto di inoculo viene lentamente asportato dall'azione macrofagica, così da costituire una sorta di effetto booster continuo. E' il motivo questo che i programmi vaccinali di animali dal ciclo di vita lungo, tipo i riproduttori pesanti e le galline ovaiole leggere, contemplano sempre vaccini inattivati, in aggiunta a quelli vivi.
La somministrazione, come prescritto, deve avvenire sottocute alla base nel collo, o intramuscolare nel petto o nell'ala mediante sirighe automatiche in soggetti di una certa età.
La temperatura di utilizzo della sospensione oleosa vaccinale deve essere compresa tra i 15 e i 27°C, mentre quella di conservazione è di 2-8°C. Evitare la somministrazione di vaccini appena prelevati dal frigorifero.
Il rispetto di queste norme, l'uso di strumentazioni sterilizzate, il personale qualificato, l'attenzione scrupolosa evitano incidenti ed assicurano un'eccellente immunità. Diversamente, come sugggeriscono alcune statistiche, possiamo assistere fino al 25% di soggetti non vaccinati ed incidenti agli operatori procurati dal maneggiamento delle siringhe.
Nozioni generali sulla vaccinazione nell'allevamento avicolo >>
Poultrynet
Bibliografia: Atti del Convegno SIPA-Intervet - Bologna, 18 settembre 2003





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