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La genomica in aiuto degli allevamenti

Le ricerche condotte da Sabre aprono nuovi scenari per la zootecnia.

E' iniziato nell'aprile del 2006 il progetto Sabre (Sustainable Animal BREeding) che vede al lavoro 33 scienziati di 14 diverse nazionalità. Il loro compito è quello di individuare per mezzo della genomica i possibili miglioramenti per una zootecnia che abbia come capisaldo il benessere animale e la qualità dei prodotti, insieme ad una forte attenzione per l'ambiente e per il risparmio energetico. Coordinatore del progetto è Chris Warkup del Genesis Faraday Partnership che recentemente si è detto soddisfatto dei risultati già raggiunti dal gruppo di lavoro, soprattutto per i tempi relativamente brevi contrariamente a quanto avviene per le ricerche in campo genetico.

I risultati

Nel settore avicolo gli studi si sono concentrati sulle caratteristiche del guscio delle uova ed hanno consentito di individuare una serie di geni che nella gallina presiedono le attività di formazione del guscio. Ora le ricerche proseguono per individuare come intervenire per migliorare le qualità del guscio. Fra queste anche la sua capacità di opporsi all'ingresso di patogeni, proprietà che risultano legate alla presenza di taluni geni, attraverso i quali è possibile intervenire per migliorare la resistenza delle uova nei confronti degli agenti infettanti.

In tema di resistenza alle malattie, i ricercatori di Sabre hanno condotto studi sul rapporto fra genetica e comparsa della mastite nelle bovine da latte. E' questo un argomento di particolare importanza vista la diffusione di queste patologie e i forti danni economici (valutati in 1,5 miliardi di euro per anno) che arrecano. La selezione delle vacche orientata alla presenza dei geni che presiedono alla resistenza naturale nei confronti di queste malattie (esistono infatti più forme di mastite) potrebbe dunque rappresentare un grande passo avanti non solo in termini sanitari, ma anche economici.

Le carni

Anche la qualità delle carni è entrata fra gli argomenti della ricerca promossa da Sabre ed è interessante il risultato ottenuto a proposito delle carni suine, nelle quali è possibile attraverso la genetica evitare la comparsa, nei maschi adulti interi, di odori sgradevoli. Il tutto grazie all'aver individuato i geni che governano i livelli di scatolo, sostanza chimica alla quale questi cattivi odori sono legati.

Per il lavoro di Sabre, che rientra nell'ambito del 6°PQ sulla qualità e la sicurezza alimentare, sono stati messi a disposizione 23 milioni di euro e visti i buoni risultati ottenuti nel volgere di soli tre anni di attività, non resta che attendere gli sviluppi di queste ricerche, con la speranza che possano presto trovare applicazione pratica.

In redazione: A.G.

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Additivi Alimentari

Gli additivi alimentari sono considerati da molti quasi come il veleno, senza rendersi conto che dietro le sigle E accompagnate da tre cifre, la maggior parte delle volte si nascondono prodotti innocui o naturali.

Sono stati per anni criminalizzati e le aziende alimentari spesso sono state sorde alle urla dei 'salutisti', continuando a trincerarsi dietro delle aride sigle senza specificare esattamente di che cosa si tratta il tal conservante , il tal antiossidante o il tal aroma.

Altre aziende hanno speculato dichiarando di non utilizzare conservanti nelle loro preparazioni, quando poi leggendo sull'etichetta si scopre la presenza di acido citrico, che altro non è che la 'volgare' vitamina C - potente antiossidante indispensabile anche per la nostra stessa salute - che nella tabella internazionale degli additivi alimentari è contrassegnata con la 'pericolosa' sigla E300; per non parlare poi dell'acido citrico, contrassegnato dalla sigla E330 e ritenuto, dai soliti 'bufalari' da strapazzo, tossico e cancerogeno.

E' ora di finirla di prendere in giro gli ignari consumatori, sia con falso terrorismo che con il falso biologico. Una preparazione alimentare, per potersi conservare senza conservanti deve essere congelata oppure disidratata, oppure, per brevi periodi di conservazione, essere confezionata in atmosfera modificata, che significa una particolare tecnica di confezionamento che priva la confezione dall'aria, che contiene ossigeno e quindi favorisce l'ossidazione, ed introduce azoto.

Altra tecnica di conservazione è la sterilizzazione o la salamoia. La salamoia consiste nell'immersione di alimento in una soluzione satura di sale. Ma sapete cos'è il sale? Il sale, denominato in chimica cloruro di sodio, altro non è che il sale di sodio dell'acido cloridrico. Adesso, dopo questa affermazione, nessuno assumerà più sale per il resto dei propri giorni, per paura di venire corroso...

Sono i primi i consumatori stessi a lamentarsi però se trovano i prodotti con colori non brillanti, i piselli devono essere verdissimi, i pomodori rosso fuoco, i salumi rosso bordeaux. E' a questo punto che vengono chiamati in campo gli additivi alimentari, per assecondare i gusti della gente, soprattutto della massaia che vuole il tuorlo delle uova arancione, per fare la sfoglia più carica. I cuochi insegnano che è sufficiente usare 30 tuorli per chilo di farina e la sfoglia viene un incanto.

Per tranquillizzare tutti, e scusandoci per qualche divagazione, inseriamo qui di seguito le tabelle degli additivi alimentari, in modo che ognuno possa verificare sui prodotti che acquista, ciò che effettivamente contengono.

Martini: puntiamo a etichettatura 100% carni

Etichettare tutte le carni distribuite nel nostro Paese: quelle bovine, come già previsto in tutta Europa, quelle di pollo e tacchino, che in l'Italia già si etichettano, e quelle suine, per le quali ancora non esistono indicazioni. Un percorso che sarà portato avanti anche in sede europea, nonostante la procedura d'infrazione contro l'Italia proprio per l'etichettatura delle carini avicole, introdotta autonomamente dal nostro Paese. E' l'obiettivo del sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, che punta a rendere tutti questi prodotti "tracciabili, in modo da garantirne la massima sicurezza", ha detto oggi a Roma durante la conferenza stampa sul maxi sequestro di prodotti alimentari da parte dei Nas.

"Portiamo avanti una linea per l'etichettatura sul 100% della carni che vengono distribuite in Italia. Insistiamo - ha spiegato Martini - nonostante una procedura d'infrazione aperta dalla Commissione europea sulle carni di pollo e tacchino. La tracciabilità è un valore di civiltà. E noi riteniamo di dover tutelare i cittadini consumatori. Procediamo, dunque, con l'etichettatura delle carni avicole e, credo, si dovrà andare avanti anche su quelle suine. Su questi principi mi batterò anche in sede europea". Intanto, però, è fondamentale che i produttori applichino 'buone pratiche'. Da qui un appello a loro rivolto per "l'autoregolamentazione in attesa che la Commissione europea si muova in questa direzione".

Fonte: Adnkronos Salute

A proposito di Aviaria

In Oriente si registrano nuovi problemi con questo virus, che torna a fare vittime. Da noi dobbiamo preoccuparci?

A distanza di un anno dall'ultimo caso evidenziato (febbraio 2008), in Cina si ripresenta il virus dell'influenza aviaria, con anche alcune vittime. Come è avvenuto il contagio? Molto probabilmente attraverso il pollame infetto, di cui ha tolto le interiora per cucinarlo e mangiarlo. L'infezione aviaria da virus H5N1 rimane, infatti, una malattia diffusa negli uccelli, ma gli esperti dell'Oms - Organizzazione mondiale della sanità temono che il microrganismo possa mutare e trasmettersi all'uomo con contatti tra persona e persona, facendo scoppiare un'epidemia mondiale capace di uccidere milioni di persone. Per questo motivo il sistema di sorveglianza, secondo l'Oms, deve rimanere attivo soprattutto nei paesi dove circola l'infezione tra gli animali. E in Italia dobbiamo preoccuparci? Lo abbiamo chiesto al dott. Fabrizio Pregliasco, noto virologo del Dipartimento di sanità pubblica, microbiologia e virologia dell'Università degli Studi di Milano.

Dottor Pregliasco, si può parlare di un ritorno dell'aviaria?

"A dire il vero l'influenza aviaria non se ne è mai andata, anzi in paesi come Hong-Kong, sud-est asiatico e Africa, dove si sono manifestati gli ultimi episodi, è diventata endemica, cioè sempre presente tra le specie selvatiche. Dopo il 2006, però, non c'è più stato un numero di casi così evidente, ma sicuramente lo scarso livello di attenzione igienica e veterinaria porta a difficoltà di controllo degli animali malati. Si deve, comunque, stare tranquilli. Non ci sono stati casi di contagio agli esseri umani se non estremamente sporadici e con contatto diretto attraverso le feci degli uccelli".

In Italia si corrono rischi?

"Direi proprio di no. Ci sono stati casi di uccelli selvatici malati, ma si trattava di episodi isolati e tenuti sotto stretto controllo veterinario e, soprattutto, non sono mai stati contagiati animali domestici. Gli uccelli come i colombi e gli stormi, inoltre, si sono dimostrati poco sensibili al virus. Il virus, insomma, non è mutato in modo tale da poter contagiare anche le specie vicino all'uomo. Al momento, quindi, l'unico veicolo reale di trasmissione del virus sono gli uccelli selvatici (anatre o cigni), ma recentemente in Italia non si sono manifestati casi di infezione".

Si può continuare a mangiare il pollo?

"Assolutamente sì. Gli allevamenti o i pollami italiani sono sicuri, è improbabile che vengano in contatto con specie infette. Inoltre, ogni caso di morte sospetta o non chiara di un animale di qualsiasi genere viene segnalato al veterinario. Non si deve avere timore neppure dei prodotti importati dall'Oriente dato che la Commissione europea vieta l'importazione di prodotti avicoli da paesi in cui è stata segnalata la malattia. I prodotti che si acquistano al supermercato o in macelleria, quindi, o quelli già cucinati in rosticceria o al ristorante, provengono da allevamenti italiani o europei, come previsto dalla legge, in cui gli animali sono sottoposti a controlli severi e accurati. Lo stesso discorso vale per le uova. Comunque, è bene sottolineare che, anche nella sfortuna in cui si consumasse un pollo malato, la cottura annulla la pericolosità del virus. Solo chi alleva i polli infetti e manipola i loro escrementi corre rischi".

Come si manifesta l'infezione nell'uomo?

"Si presenta con sintomi simili a quelli di una influenza stagionale con febbre alta, malessere generale e problemi alle vie respiratorie. Se il disturbo non è affrontato in modo corretto con riposo, bevendo molti liquidi e prendendo antipiretici possono verificarsi complicanze a carico dei bronchi e dei polmoni esattamente come avviene nelle normali forme influenzali".

A cura di Lucrezia Zaccaria

Fonte: www.humanitasalute.it

No alla decontaminazione del pollame

Decontaminazione del pollame: no del consiglio UE

E' pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea la Decisione del Consiglio che respinge la proposta di regolamento presentata dalla Commissione sull'uso delle sostanze antimicrobiche per la decontaminazione superficiale delle carcasse di pollame.

Tenuto conto delle informazioni scientifiche disponibili, non si può escludere che l'approvazione delle sostanze utilizzate per la decontaminazione possa sfociare in un'accresciuta resistenza agli antimicrobici negli esseri umani.

Il Consiglio ritiene che, nel realizzare le politiche comunitarie, dovrebbe essere assicurato un elevato grado di tutela della salute umana. Le misure adottate dalla Comunità per disciplinare i settori degli alimenti e dei mangimi devono essere fondate su un'appropriata valutazione degli eventuali rischi per la salute umana e per quella degli animali e, tenuto conto delle prove scientifiche esistenti, preservare o, se scientificamente giustificato, elevare il grado di tutela della salute umana e di quella degli animali assicurato a livello comunitario. Nella Comunità è assolutamente prioritario adottare norme elevate in materia di igiene nell'intera catena di produzione alimentare, nonché evitare o vietare l'impiego di sostanze che possono potenzialmente camuffare pratiche di scarsa igiene.

Fonte: @nmvi Oggi

Aviaria: prorogate le misure di polizia veterinaria

La decisione del Minsal, nonostante il parere delle Commissione europea

E' stata prorogata l'Ordinanza del ministero della Salute 26 Agosto 2005 concernente Misure di Polizia Veterinaria in materia di malattie infettive e diffusive dei volatili da cortile (Gazzetta Ufficiale n.27 del 03 Febbraio 2009).

La proroga, in vigore dal 04 Febbraio 2009, varrà fino al 31 dicembre 2010.

Le misure previste, oltre ad essere finalizzate al mantenimento di un livello elevato di vigilanza e alla messa in atto di un rapido sistema di allerta per far fronte alla malattia, sono volte, in particolare, all'attuazione di misure di biosicurezza e censimento del patrimonio avicolo, ivi compreso quello appartenente alla filiera rurale, valutato quale strumento indispensabile per la corretta gestione dei sistemi di epidemio-sorveglianza.

La stessa Commissione europea, nonostante la situazione epidemiologica relativa all'influenza aviaria sia allo stato attuale favorevole, ha raccomandato, tuttavia, agli Stati membri di prorogare l'attuazione delle misure di protezione e sorveglianza adottate a partire dal 2005 per far fronte al significativo rischio rappresentato dalla propagazione del virus influenzale tipo A, sottotipo H5N1 ad alta patogenicita' linea asiatica.

Ma c'è un aspetto delle misure nazionali che la Commissione europea ha messo in discussione, aprendo una procedura di infrazione: la previsione di specificare in etichetta la sigla 'IT' per indicare il paese di provenienza.

Malgrado il contenzioso, il Settore Salute del ministero ha prorogato l'ordinanza, nella convinzione che la tracciabilità delle carni è una scelta corretta e di garanzia per i consumatori.

'Mi meraviglio', ha commentato il sottosegretario Francesca Martini, 'della scarsa attenzione che la Commissione europea destina, le famiglie italiane si sono ormai abituate a standard di qualità elevati e la sicurezza alimentare così come percepita passa anche necessariamente dal riconoscimento dei siti di produzione italiani che da sempre investono ingenti risorse per ottenere prodotti garantiti. L'introduzione di questa etichettatura', conclude il sottosegretario, 'ci ha permesso di sostenere i produttori in un momento in cui i consumatori avevano abbandonato ingiustificatamente i consumi di carne di pollo'.

Fonte:
@nmvi Oggi

Il pollo vola e il coniglio precipita

Il settore avicolo continua a mietere successi, mentre la coniglicoltura è in affanno

L'allarme (falso) dell'influenza aviare e la conseguente crisi (vera) del mercato è ormai solo un ricordo. Il settore avicolo gode di buona salute e continua a macinare risultati positivi. Dopo le ottime performance del 2007 che hanno visto incrementare i consumi di carni avicole del 5,7% (1,046 milioni di tonn.) mentre la produzione saliva del 7,1% (1,12 milioni di tonn.), anche il 2008 potrà essere archiviato come un anno dai numeri positivi. Nei 12 mesi passati la produzione è cresciuta del 4,5% e i consumi sono saliti del 5,2% (circa 19 kg pro-capite). A fare il punto della situazione è il presidente dell'Una (Unione nazionale dell'avicoltura) Aldo Muraro, in occasione dell'iniziativa “sapori con le ali” che ha preso il via in questi giorni. Grazie alla collaborazione con i “Jeunes Restaurateurs d'Europe” (Jre) è stata lanciata una sfida culturale oltre che professionale, il cui obiettivo è dimostrare che le carni avicole possono figurare a pieno titolo nell'alta cucina.

Aggiungi un posto a tavola

Seguendo questo filo conduttore, i ristoratori che aderiscono a Jre presenteranno nei loro menu una ricetta a base di carni avicole, frutto della loro professionalità e del loro estro creativo di fronte ai fornelli. Questa è solo l'ultima in ordine di tempo fra le iniziative promozionali a favore delle carni avicole che all'insegna dello slogan “aggiungi un posto a tavola”, ha visto impegnata Una, con il sostegno dell'Unione europea e dello Stato italiano, per riconquistare le preferenze e la fiducia dei consumatori. I risultati, come visto, sono positivi e il merito non può essere ascritto solo alle campagne promozionali, ma va attribuito per la maggior parte all’indiscussa qualità e sicurezza delle produzioni avicole. A questo proposito il settore avicolo ha salutato con favore la decisione dell'Unione europea di non consentire nei macelli avicoli il lavaggio e la disinfezione con soluzioni clorate. L'argomento era divenuto di attualità qualche mese addietro per dare possibilità ai prodotti avicoli Usa (disinfettati con questo metodo) di essere importati in Europa. La ferma opposizione dei produttori e le perplessità del mondo scientifico sono state accolte dal legislatore europeo con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Ue, avvenuta il 13 febbraio, della Decisione del Consiglio con la quale è esclusa la possibilità di impiegare soluzione clorate per la disinfezione delle carcasse di pollame. L'utilizzazione di queste sostanze antimicrobiche non avrebbe infatti ridotto il numero di infezioni da listeria, salmonella e altri batteri, mentre rappresenta un rischio per la tutela della salute umana e dell’ambiente.

Conigli in difficoltà

Con questa decisione viene dunque esclusa la minaccia alla qualità delle produzioni avicole, che possono così continuare nella conquista di nuovi spazi nelle preferenze dei consumatori. Ancora difficoltà, invece, si registrano nel comparto cunicolo, che può vantare standard qualitativi altrettanto elevati, ma che si scontra con un mercato avaro di soddisfazioni. Dopo che negli ultimi mesi del 2008 il prezzo di mercato aveva finalmente fatto sperare in una ripresa, già questi primi giorni del 2009 sembrano anticipare una pericolosa inversione di tendenza. Il prezzo all'origine è tornato sotto quota due euro e la flessione non accenna a fermarsi. Fra i produttori si agita il fantasma di un ripetersi, a soli quattro mesi dalla precedente, di una crisi con prezzi al di sotto dei costi di produzione. Il settore, già provato dalle recenti difficoltà, potrebbe uscirne decimato. Una preoccupazione che ha spinto l'Anlac (Associazione nazionale liberi allevatori di conigli) a lanciare “un appello a tutti gli assessori per difendere con forza e in modo unitario un settore che rischia di scomparire, nell’indifferenza del legislatore”. Queste le dichiarazioni che il presidente dell’Anlac, Saverio De Bonis, ha affidato a un comunicato stampa per denunciare la difficile situazione del settore, soprattutto in Campania. In questa Regione, infatti, esistevano sino a pochi anni fa migliaia di imprese, oggi ridotte a qualche centinaio e costrette ad affrontare una crisi “anomala”, con gravi ripercussioni per gli allevatori e per l’occupazione. Da queste motivazioni arriva l’ennesima richiesta alla Regione Campania, come già avvenuto per altre Regioni italiane, per l’attivazione dello stato di crisi del settore.
Sui problemi del settore cunicolo è intervenuta anche Confagricoltura con la sollecitazione ad attuare quanto deciso a fine 2008 in occasione del “Tavolo Cunicolo” convocato dal ministero dell’Agricoltura e in particolare a dare avvio all’etichettatura del prodotto, in modo da renderne nota l’origine e consentirne la tracciabilità. Al contempo figurano nelle richieste di Confagricoltura la definizione di un piano di settore che metta a punto gli interventi necessari e gli strumenti per un rilancio. Rilancio che potrà avvenire, questa la nostra opinione, se il settore sarà capace di uscire dalle troppe divisioni che lo hanno sin qui animato. Non importa quale sarà la sigla capace di realizzare questa “rivoluzione”. L’importante è che avvenga.

Angelo Gamberini

Pollo made in Italy: lo dice l’etichetta

Sugli scaffali continuerà ad essere riconoscibile il pollo Made in Italy grazie alla proroga dei termini dell'Ordinanza del Ministero della Salute del 21 dicembre 2007, che già prorogava l'ordinanza dell'agosto 2005 che aveva introdotto misure di protezione e sorveglianza contro l'influenza aviaria e l'obbligo di specificare in etichetta il paese di origine degli animali.

E' quanto afferma con soddisfazione la Coldiretti nel sottolineare che si conferma così l'esigenza di assicurare ai consumatori la completa tracciabilità del prodotto, agevolando il sistema dei controlli e tutelando la salute e il diritto a una corretta informazione. Restano quindi in vigore in aggiunta alle indicazioni obbligatorie previste dalla normativa in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, di cui al Decreto legislativo 109/92, le disposizioni che prevedono che gli operatori che intervengono nella fase di macellazione e di sezionamento e i soggetti che importano nel territorio italiano animali vivi da macellare, o carni fresche da sezionare o già sezionate da commercializzare, debbano riportare in etichetta le informazioni necessarie a ripercorrere con esattezza la storia dell'animale.

Un’operazione importante per la qualità del prodotto e la tutela del consumatore. “È stata così difesa - precisa la Coldiretti - una misura di trasparenza fortemente voluta dai produttori e dai consumatori e che ha consentito di superare la psicosi nei consumi familiari di carne avicola. Ricordiamo che nel comparto avicolo nazionale operano 6000 allevamenti, 173 macelli, 517 imprese di prima e seconda lavorazione: Brescia è presente con gli oltre 600 allevamenti e la leadership in produzione di uova, tacchini e polli da carne”.

Il pressing della Coldiretti ha portato all'obbligo di indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca, all'arrivo dal primo gennaio 2004 del codice di identificazione per le uova, all'obbligo di indicare in etichetta, a partire dal primo agosto 2004 il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, dall'obbligo scattato il 7 giugno 2005 di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco, all'etichetta del pollo Made in Italy per effetto dell'influenza aviaria dal 17 ottobre 2005 e all'etichettatura di origine per la passata di pomodoro a partire dal 1 gennaio 2008. Ma molto resta ancora da fare e per oltre il 50 per cento della l'etichetta resta anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali, ma anche per il latte a lunga conservazione e per i formaggi non a denominazione di origine.

Andrea Mignogna

Crisi nel settore cunicolo

Settore cunicolo: la crisi si aggrava, serve una iniziativa parlamentare

”La coniglicoltura nazionale sta attraversando una crisi anomala, che si aggrava progressivamente, non dovuta né ad un crollo dei consumi, né ad un aumento eccessivo della produzione, ma ad una congestione del mercato nazionale derivante dal saldo negativo dell’ interscambio, in continuo peggioramento, e da comportamenti abusivi, fraudolenti con un cartello sui prezzi alla produzione che distorcono il mercato e la concorrenza” così Saverio De Bonis, Presidente dell’Anlac - Associazione aderente ad AGCI - ha definito lo stato del comparto davanti alla IX Commissione del Senato.

“Noi richiediamo al Parlamento di intervenire nella prossima finanziaria agricola a sostegno di imprese che, producendo fino ad oggi occupazione ed alimenti di qualità senza spendere un euro di risorse pubbliche, affrontano da sole una crisi che la nostra Associazione, dati alla mano, sta dimostrando quanto sia falsata - ha dichiarato il Presidente De Bonis a margine dell’Audizione - chiediamo alla Commisione di approvare una risoluzione parlamentare che impegni il Governo ad affrontare senza indugi una crisi drammatica superando le difficoltà e lentezze del tavolo di filiera e del piano di settore, invochiamo la costituzione di una specifica Authority, separata dal comparto avicolo, che imponga l’etichettatura e la rintracciabilità obbligatoria per garantire la provenienza, la riconoscibilità del prodotto e la sicurezza ai consumatori, sterilizzando comportamenti speculativi e fraudolenti, rilanciando l'immagine della carne di coniglio made in Italy attraverso un marchio che ne tuteli l’ origine presso il consumatore, con apposite campagne di comunicazione che ne diffondano i notevoli pregi; chiediamo una revisione del meccanismo di formazione dei prezzi con un mercato più trasparente che superi l’ attuale sistema della Borsa merci di Verona; chiediamo controlli più severi presso grossisti e macellatori”.

Bastano pochi numeri per descrivere la situazione: le importazioni di carne di coniglio nel periodo 1999-2007 sono cresciute ad un tasso medio del 4,8%. Le esportazioni di carne, invece, sono diminuite ad un tasso medio del 15,8%.

Nel 2007 il calo è stato più marcato, facendo registrare -29%. L’Italia importa quindi più conigli di quanti ne esporta, e nel tempo si è alterata la struttura di offerta del mercato e la crisi da congiunturale e’ diventata strutturale.

In tale contesto il prezzo medio pagato agli allevatori e’ crollato del 16% (media 1,48 euro al Kg), mentre il costo di produzione viaggia intorno ai 2 euro al Kg a causa degli aumenti delle materie prime e dell’energia, ed i consumatori italiani continuano a pagare prezzi al dettaglio cinque volte superiori.

Nonostante i consumi continuino a crescere con un tasso medio intorno al 3%, al pari dell’ offerta interna che non fa assolutamente fatica a soddisfare la domanda nazionale, stanno quindi amplificandosi rapidamente le difficoltà della coniglicoltura nazionale - fino a poco tempo fa leader del settore in Europa e nel Mondo – con una crisi in cui sussistono anche pratiche fraudolente e fattori anomali con radici da ricercare altrove.

A parere dell'Anlac sussistono infatti elementi di criticità ed incertezza che avrebbero compromesso il corretto esplicarsi della concorrenza, con distorsioni tali da rendere ormai opportuna una istruttoria da parte dell’Antitrust: il prezzo medio subìto dagli allevatori italiani da oltre 20 mesi è stato un prezzo “predatore”, cioè inferiore al costo medio di produzione. Un fenomeno in cui è facile intravedere l’ombra di un cartello sui prezzi del coniglio e di comportamenti abusivi, risultato di una consapevole strategia tesa ad espellere i liberi allevatori, concentrare il mercato in poche grandi aziende di lavorazione e trarne profitto.

Pollo e Tacchino - Piacciono ai Cuochi

Lasciati alle spalle i problemi dell’aviaria di un paio di anni fa, pollo e tacchino si fanno largo anche sulle tavole dei ristoranti: il 67% dei migliori chef italiani propone spesso carne di pollo e di tacchino. Emerge da un’indagine della Doxa, condotta per l’Unione Nazionale dell’Avicoltura (Una) che ha organizzato “Sapori con le ali”, evento al quale hanno aderito 60 tra i migliori ristoranti di tutte le regioni.

Nell’indagine Doxa è emerso che gli chef mettono al primo posto le carni avicole per il loro essere simboli della nostra antica tradizione gastronomica e per la loro versatilità. I cappelletti in brodo di cappone (43,5%) sono il piatto che vanta più remake, seguiti dall’anatra all’arancia (40,5%), mentre il pollo al forno con patate è al 16%.

L’anatra è al primo posto nella classifica di gradimento delle carni avicole (71%), seguita dalla faraona e dal pollo. La grande ricettabilità di pollo e tacchino e le altre carni avicole è testimoniata anche dalla diversificazione della loro posizione nel menu: se per il 56% sono un classico secondo piatto, per il 33,5% sono anche l’ingrediente principale di uno sfizioso antipasto.

Fonte: www.winenews.it

Pollo croccante al curry

Petti di pollo all'arancia

Bocconcini di tacchino all'ananas

Gino il Pollo - Eri Piccolo

Gino il Pollo - Berlusconi is magic

Gino il Pollo - Che Bombola

Gino il Pollo - Hello Dolly

Gino il Pollo - Ricostruiamo

Gino il pollo - Dove sta o Mullah

Gino il Pollo - Bush mio caro Bush

Gino il Pollo - XXX

Gino il Pollo - Il gallo più pazzo del Mondo

Gino il Pollo - Inno ai Mondiali

Gino il Pollo - Tu vuo' fa' o' Talebano

Gino il Pollo Agente - 00tette

Frittata di Patate e Cipolle

Ingredienti per 6 persone:
  • 3 patate medie a pasta bianca
  • 2 cipolle medie bianche
  • 6 uova di ottima qualità
  • Olio Extravergine di oliva q.b.
  • Sale e pepe q.b.

Preparazione:

Sbucciate le patate in modo da ottenere delle sottili fette. Fate lo stesso con le cipolle. Friggetele in abbondante olio di oliva in una padella capiente a fuoco medio alto. Mescolatele, sollevandole e rivoltandole, stando attenti a non schizzarvi. Devono poi cuocere a calore moderato finchè diventano tenere. Non devono prendere colore ed è importante mescolarle spesso (sollevandole, altrimenti romperete le patate). Aiutandovi con la schiumarola, fatele scolare in un colino in modo che perdano l'olio in eccesso e salatele.

Sbattete le uova, aggiungete le patate, le cipolle, amalgamatele bene e versate il tutto in una padella antiaderente, leggermente unta con l'olio extravergine, del diametro di circa 20 cm. Muovete la padella con movimenti circolari per evitare che la frittata si attacchi al fondo della padella e quando la frittata comincia a rapprendersi, aiutandovi con un piatto, rigiratela. Versate di nuovo nella padella un goccio di olio e, quando è caldo, fate scivolare delicatamente la frittata. Quando vedete che il suo fondo è rappreso trasferite la frittata sul piatto di portata.

La peculiarità di questa frittata è che al suo interno l'uovo non è del tutto rappreso e la sua consistenza è cremosa.

Fonte: www.mangiarebene.com

Fesa di Tacchino al Forno

Ingredienti:
  • Fesa di tacchino
  • Sedano q.b.
  • Carote 2
  • Cipolle 1
  • Sale e burro q.b.
  • Farina q.b.
  • Vino bianco q.b.
  • Brodo vegetale q.b.
  • Acqua

Preparazione:

Mondate e legate con uno spago la fesa di tacchino, fatelo rosolare con una dadolata di sedano, carote e cipolle, quindi una volta che il nostro tacchino è ben rosolato bagnatelo con un pò di vino bianco.

Aggiungete il brodo, aggiustate di sale e cuocere in forno. Una volta cotto togliete il tacchino dalla pirofila e passate il fondo di cottura al passaverdure per ottenere una salsina. A questo punto aggiungete un pochino di burro, farina e acqua e lasciate ridurre la salsina a fuoco lento.

Nel frattempo tagliate il tacchino a piccole fettine che servirete con la salsa preparata in precedenza. Il piatto è pronto.

Fettine di Tacchino alla Valdostana

Ingredienti per 4 persone:
  • 8 fette di fesa di tacchino
  • 4 fette di prosciutto cotto
  • 200 gr. di fontina
  • 2 bicchieri di vino bianco secco
  • 60 gr. di burro
  • sale grosso

Preparazione:

Fate fondere 50 g di burro in una padella, adagiatevi le fettine di carne e cuocetele per 8 minuti, girandole e regolando di sale.

Ungete una pirofila col restante burro e copritene il fondo con le fette di prosciutto: adagiatevi ora 4 fette di carne e metà della fontina a dadini. Fate ancora uno strato di fette di tacchino e fontina.

Bagnate col vino e infornate a 180 gradi per 25 minuti.

Fonte: www.cucinare.meglio.it

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GRIFOVET S.r.l.
Via A.Volta, 86 - PONTE S.GIOVANNI - 06087 (PG)
Tel: 075-398235 - Fax: 075-398231

PAVEN S.r.l.
Regione Madonna dei Prati, 321 - CENTALLO - 12044 (CN)
Tel: 0171-211700 - Fax: 0171-214846

PAVEN S.r.l. - Filiale
Via Sommariva n° 31/6-7 - CARMAGNOLA - 10022 (TO)
Tel: 011-9710039 - Fax: 011-9710039

VENETA ZOOTECNICI S.r.l. - Sede
Via Albare, 89/1 - PIOMBINO DESE - 35017 (PD)
Tel: 049-9365235 - Fax: 049-9366655

VENETA ZOOTECNICI S.r.l. - Filiale
Via Mansoldo Gettuglio, 14 - ARCOLE - 37040 (VR)
Tel: 045-7636452 - Fax: 045-6143253

VERONAVET S.p.a.
Viale del Lavoro, 35 - 37044 COLOGNA VENETA (VR)
Tel: 0442-418091

VETAGRI S.r.l.
Via Saturno, 1 - 37059 ZEVIO (VR)‎
Tel: 045-6051194‎

VETERINARIA FAENTINA S.r.l. - Sede
Via Graziola, 22/24/a - FAENZA - 48018 (RA)
Tel: 0546-621881 - Fax: 0546-620162

VET.OS di Boffa Massimiliano & C. S.a.s.
Via Alcide De Gasperi, 2/I - 12050 CANOVE (CN)
Tel: 0173-58269‎

ZOO.VET. S.r.l.
Via Sardegna, 33 - CAMPOBASSO - 86100 (CB)
Tel: 0874-483357 - Fax: 0874-494861

ZOOLAND S.a.s.
Via Crocioni, 46/H - S.S. 11 - BUSSOLENGO - 37012 (VR)
Tel: 045-6766467 - Fax: 045-6766373

I nominativi qui sopra elencati appartengono a grossisti veterinari che sono specializzati nella distribuzione del farmaco nel settore avicolo. Tali nominativi sono stati reperiti nel web e pertanto Poultrynet non viola in nessun modo la privacy. Non si ritiene altresì pubblicità per i grossisti stessi, ma un servizio per gli utenti del blog.

Se qualcuno avesse da segnalare qualche nuovo nominativo non esiti a farlo, contattando lo staff oppure inserendolo nei commenti al post. Il nominativo da voi segnalato verrà da noi testato e successivamente inserito nell'elenco.

Fieravicola di Forlì 2009



Fieravicola Forlì 2-4 Aprile 2009

E' per la prossima primavera il nuovo appuntamento con il Salone Internazionale Avicolo e Cunicolo ospitato dalla Fiera di Forlì.

Dal 2 al 4 aprile in calendario l’edizione 2009 della manifestazione biennale che gli operatori del settore avicolo e cunicolo da tutta Italia e dai principali mercati internazionali.

Forlì cuore dell'avicultura italiana con l'85% della produzione italiana - che viene considerata al primo posto per la qualità produttiva - ospita da mezzo secolo il più importante salone BusinessToBusiness del settore.

Con il suo programma di tavole rotonde, workshop e conferenze tematiche Fieravicola offre un sistema informativo e formativo sul mercato; tra i temi affrontati la comunicazione di qualità nelle filiere agro-alimentari, lo sviluppo della ricerca nel settore della patologie aviarie, le risorse per l'internazionalizzazione e il ruolo dei mercati emergenti.
  • Alimentazione
  • Farmaceutica
  • Impiantistica e Attrezzature per Allevamenti
  • Impiantistica e Attrezzature per la Macellazione
  • Impiantistica e Attrezzature per la Lavorazione della Carne
  • Impiantistica e Attrezzature per la Lavorazione delle Uova
  • Confezionamento
  • Trasporti e Logistica
  • Servizi e Tecnologie
  • Impatto Ambientale
  • Bioenergie
  • Genetica


Scarica il biglietto Invito Operatore

Mappa per raggiungere la Fieravicola


Fonte: www.fieravicola.com

Coniglio alla Contadina

Ingredienti per 6 persone:
  • 1 coniglio
  • 4 cipolle
  • 50 gr. di pancetta a cubetti
  • 1 limone
  • 100 gr. di burro
  • 4 cucchiai di olio Extravergine di Oliva
  • 2 bicchieri di vino bianco secco
  • 1 bicchierino di cognac
  • 1 cucchiaio di salsa di pomodoro
  • 3 rametti di rosmarino
  • 1 cucchiaino di dado in polvere
  • 1 cucchiaio di sale grosso

Preparazione:

Tagliate il coniglio a pezzi e mettetelo a bagno per un'ora in acqua con l'aggiunta di un bicchiere di vino bianco.

Nel frattempo affettate finemente la cipolla, tritate il rosmarino e ponete il tutto in un tegame capiente dove aggiungerete la pancetta, il burro, l'olio, il succo di limone e la salsa di pomodoro.

Unite il coniglio e mettete sul fuoco per 20 minuti circa, quindi sfumate con il rimanente vino bianco e il cognac e aggiungete il dado granulare.

Continuate la cottura a fuoco basso con il coperchio dopo aver aggiunto il sale. Dopo circa due ore, a seconda dell'età e delle dimensioni, il coniglio sarà pronto da servire in tavola con una buona polenta fumante.

Pollo al Rosmarino

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 pollo di un kg. circa
  • 1 bicchiere di farina
  • 2 cucchiai di olio Extravergine d'Oliva
  • 1 tazza di brodo
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 rametto di Rosmarino
  • Poco vino bianco
  • Sale e Pepe

Preparazione:

Dividete il pollo in otto parti incidendolo alle giunture e infarinate leggermente ogni pezzo. Scaldate l'olio in un tegame, mettetevi il pollo e fatelo rosolare girandolo spesso.

Mondate la cipolla e tritatela finissima insieme allo spicchio d'aglio e alle foglioline di un rametto di rosmarino. Quando il pollo avrà preso un bel colore uniforme, tiratelo su dal tegame e tenetelo in caldo fra 2 piatti. Versate nel tegame il trito preparato e fatelo appassire a fuoco moderato.

Quando la cipolla comincia a prendere colore, rimettete il pollo nel tegame, salate, pepate e fatelo insaporire per qualche minuto nel soffritto aggiungendo qualche cucchiaio di vino quando tende ad attaccarsi. Infine aggiungete il brodo, incoperchiate e proseguite la cottura per circa 45 minuti.

Servite ben caldo.

Ricette di Cucina

Carissimi lettori, Poultrynet ha il piacere di inaugurare la nuova sezione del blog dedicata alle ricette di cucina.

Come ben sappiamo, le carni bianche di origine avicola e cunicola sono tra le migliori sotto il punto di vista nutrizionale, visto il notevole contenuto proteico ed il ridotto tenore lipidico.

Il consumo di carne avicola in Italia, negli ultimi tempi ha conosciuto un significativo aumento anche grazie alle negativa congiuntura economica.

Costa meno della carne rossa e non ha nulla da invidiare ad essa in termini di gusto. Anzi, è vincente in quanto a versatilità di preparazione ed è più palatabile per bambini ed anziani. Tenera, saporita, sana e nutriente, preparata con le giuste ricette risulta sempre una novità e una scoperta di nuovi sapori.
Qui sotto troverete le prime ricette suddivise per tipo e prossimamente se ne aggiungeranno molte altre. Se avete una vostra ricetta, inviatecela e la pubblicheremo indicando il vostro nome.

Mangiate le Uova

In Italia ogni anno vengono consumate statisticamente l'equivalente di 222 uova a testa, circa 14 Kg. Se un tempo mangiare troppe uova poteva essere dannoso per l'organismo, oggi anche i nutrizionisti sono concordi che in una settimana si possano mangiare uova fino a quattro volte.

Le uova che arrivano oggi sulle nostre tavole sono un alimento ricco di proteine, vitamine e sali minerali, come ferro, potassio, magnesio e calcio i cui contenuti di grassi "cattivi" sono in continua diminuzione grazie anche alla qualità dei mangimi che si adoperano negli allevamenti.

Anche se l'uovo è un alimento molto importante, bisogna porre attenzione nel consumarlo nel modo giusto, anche per permettere all'organismo di sfruttarne tutte le proprietà nutrizionali. Secondo il professore Eugenio Del Toma, nutrizionista ed ex presidente dell' ADI, il modo migliore di mangiare le uova è alla coque, in pratica facendolo riscaldare immerso nell'acqua in un pentolino per qualche minuto. In questo modo l'uovo risulta più digeribile e non perde le qualità nutrizionali.

Un uovo del peso di circa 55 g fornisce circa 70 Kcal, costituisce una fonte ricchissima di nutrienti come vitamine, soprattutto la A, 2 uova coprono circa un quarto del fabbisogno giornaliero. Altre vitamine contenute appartengono al gruppo B come B1, B2, B12, ecc...

Secondo uno studio del 2003 condotto dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche dell'Università degli Studi di Milano, le uova d'oggi contengono in media 7 g di proteine, un valore in crescita rispetto ai 6,6 g rilevati nel 2000 dall'Istituto Nazionale di Ricerca per l'Alimentazione e la Nutrizione.

Per garantire la qualità dell'alimento, dal primo gennaio del 2004, per legge sulle uova deve essere impresso un codice che consente di risalire all'origine. Grazie a questo codice imposto dalla normativa europea, si possono avere informazioni sulla nazione, provincia e azienda di provenienza e sul tipo di allevamento.

Legenda dell'uovoCome si legge il codice sulle uova ?

Il primo numero indica il sistema di allevamento della gallina:
  • 0 = allevamento biologico
  • 1 = allevamento all'aperto
  • 2 = allevamento a terra
  • 3 = allevamento in batteria

la sigla che segue indica il paese di produzione: per esempio: IT = Italia

Poi si trova un numero che indica il comune di appartenenza, la sigla della provincia e dell'allevamento, e infine le ultime tre cifre indicano l'allevamento vero e proprio.

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Ultima Revisione: 12 Aprile 2009

XLVIII Convegno Annuale SIPA



XLVIII Convegno Annuale SIPA


organizzato in collaborazione con:


Camera di Commercio, Industria, Artigianato e
Agricoltura di Forlì-Cesena


e con il supporto di:


IZS della Lombardia ed Emilia Romagna


nell’ambito della Mostra Internazionale Avicola e Cunicola 2009


FIERA DI FORLÌ


1 - 2 APRILE 2009



5th International Symposium on Turkey Production


Institute of Poultry Diseases
Free University Berlin

World’s Poultry Science Association
Federation of European Branches

5th International Symposium on Turkey Production

Meeting
of the
Working Group 10 (Turkey)

Berlin, Germany

28th - 30th May 2009

Hotel Steglitz International
Albrechtstraße 2, 12165 Berlin-Steglitz

Contact address:
Prof. Dr. H. M. Hafez
Institute of Poultry Diseases
Free University Berlin, Königsweg 63, 14163 Berlin, Germany
Tel +49 – 30 83862677
Fax +49 – 30 83862690