.

Biosicurezza negli allevamenti avicoli

La biosicurezza negli allevamenti avicoli è stato dimostrato essere un ausilio importantissimo per la prevenzione delle malattie. La biosicurezza inoltre non è assolutamente un costo per l'allevatore, ma un investimento che si ripaga in brevissimo tempo.

Essere attenti alla biosicurezza significa infatti garantire un miglioramento delle performances zootecniche, una minor incidenza di patologie infettive con la conseguenza di un minor utilizzo di farmaci che si traduce in un risparmio per la filiera.

Ultimamente si parla tanto di benessere animale, con studi ad hoc per determinarlo e tanta ricerca per migliorarlo. Ebbene, la biosicurezza è un anello irrinunciabile della catena del benessere animale, una metodica molto articolata per aumentare le rese riducendo le patologie.

Dai tempi pionieristici dell'avicoltura industriale ad oggi, sono stati compiuti dei progressi enormi al riguardo grazie al miglioramento dei capannoni, alla pratica del tutto pieno-tutto vuoto, alla disinfezione mirata, sia delle strutture che degli automezzi, al vuoto sanitario regolato dalla legge e a tanti altri accorgimenti, che tutti assieme creano una valida barriera contro batteri e/o virus.

La biosicurezza ha delle linee guida, in italia stabilite attraverso l'Ordinanza Ministeriale del 10 Ottobre 2005, della quale riportiamo per intero l'Allegato A che stabilisce i criteri operativi.

Requisiti strutturali degli allevamenti

1. I locali di allevamento (capannoni) devono essere dotati di:
- pavimento in cemento o in materiale lavabile per facilitare le operazioni di pulizia e disinfezione, fatta eccezione dei parchetti esterni;
- pareti e soffitti lavabili;
- attrezzature lavabili e disinfettabili;
- efficaci reti antipassero su tutte le aperture ad esclusione dei capannoni dotati di
parchetti esterni.
I capannoni devono altresì essere dotati di chiusure adeguate.

2. Tutti gli allevamenti devono possedere:

a) barriere posizionate all’ingresso idonee ad evitare l’accesso incontrollato di automezzi (cancelli o sbarre mobili);
b) piazzole di carico e scarico dei materiali d’uso e degli animali, posizionate agli ingressi dei capannoni, lavabili, disinfettabili e di dimensioni minime pari all’apertura del capannone nonchè dotate di un fondo solido ben mantenuto;
c) un sistema di caricamento del mangime dall’esterno della recinzione per i nuovi fabbricati destinati all’allevamento dei riproduttori;
d) una superficie larga un metro lungo tutta la lunghezza esterna del capannone che dovrà essere mantenuta sempre pulita;
e) aree di stoccaggio dei materiali d’uso (lettiere vergini, mezzi meccanici ecc.) dotate di impianti di protezione;
f) una zona filtro dotata di spogliatoio, lavandini e detergenti all’entrata di ogni azienda; deve essere prevista una dotazione di calzature e tute specifiche. Ogni area deve essere identificata mediante cartelli di divieto di accesso agli estranei;
g) attrezzature d’allevamento e di carico (muletti, pale, nastri e macchine di carico etc.); nel caso in cui dette attrezzature siano utilizzate da più aziende, esse devono essere sottoposte ad accurato lavaggio e disinfezione ad ogni ingresso ed uscita dalle diverse aziende;
h) uno spazio per il deposito temporaneo dei rifiuti; non è ammesso accumulo di qualsiasi materiale nelle zone attigue ai capannoni.

3. Negli allevamenti di svezzamento ogni ambiente deve essere delimitato da pareti e dotato di proprio accesso indipendente, anche nel caso confini su uno o più lati con altre unità produttive.

4. I tempi per l'esecuzione dei lavori di adeguamento a quanto contenuto nel presente allegato, saranno stabiliti dal Servizio Veterinario competente per territorio, dopo apposito sopralluogo.

Norme di conduzione

1. È fatto obbligo al detentore dell’allevamento di:

a) vietare l’ingresso a persone estranee. In deroga alla presente lettera, negli allevamenti di svezzamento il responsabile deve limitare il più possibile l’accesso ad estranei evitando il contatto diretto con i volatili, e comunque, obbligando l’uso di calzari, camici, tute e cappelli;
b) dotare il personale di vestiario pulito per ogni intervento da effettuare in allevamento;
c) consentire l’accesso all’area circostante i capannoni, solo agli automezzi destinati all’attività di allevamento e previa accurata disinfezione del mezzo all’ingresso in azienda;
d) registrare tutti i movimenti in uscita e in ingresso dall’azienda del personale (indicandone le mansioni), degli animali, delle attrezzature e degli automezzi;
e) predisporre un programma di derattizzazione e lotta agli insetti nocivi;
f) vietare al personale che opera nell’allevamento, di detenere volatili propri.

2. Per l’imballaggio ed il trasporto delle uova da cova e da consumo, deve essere utilizzato esclusivamente materiale monouso o materiale lavabile e disinfettabile.

3. Il detentore deve verificare tramite apposita scheda, l’avvenuta disinfezione dell’automezzo presso il mangimificio, che dovrà avvenire almeno con cadenza settimanale. La disinfezione deve essere attestata dal tagliando allegato ai documenti di accompagnamento.

4. Gli automezzi destinati al trasporto degli animali al macello devono essere accuratamente lavati e disinfettati presso l’impianto di macellazione dopo ogni scarico. Deve essere posta particolare attenzione al lavaggio delle gabbie. A tal fine deve essere predisposto un protocollo di sanificazione approvato dal Servizio Veterinario e inserito nel manuale di autocontrollo del macello.

5. Negli allevamenti di tacchini da carne di tipo intensivo è consentito esclusivamente l’accasamento di tacchinotti di un giorno provenienti direttamente da un incubatoio.

6. Il carico dei tacchini al macello deve essere effettuato nell’arco di tempo massimo di 10 giorni.

7. Negli allevamenti avicoli, situati al di fuori di zone soggette a provvedimenti restrittivi per malattie infettive e diffusive dei volatili, dopo la verifica della scrupolosa applicazione dei requisiti strumentali e gestionali di biosicurezza prescritti e l’attuazione di efficaci controlli sanitari, i Servizi Veterinari possono autorizzare il carico degli animali, per il successivo inoltro al macello, in più soluzioni.

Pulizie e disinfezioni

1. Alla fine di ogni ciclo produttivo e prima dell’inizio del successivo, i locali e le attrezzature devono essere accuratamente sottoposti a pulizia e disinfezione. I sili devono essere puliti e disinfettati ad ogni nuovo ingresso di animali.

2. In deroga al precedente punto 1, negli allevamenti di svezzamento la pulizia e disinfezione dei sili e dei capannoni deve essere effettuata almeno una volta l’anno.

3. L’immissione di nuovi volatili deve essere effettuata nel rispetto del vuoto biologico. Dal giorno di svuotamento dell’allevamento a quello di immissione di nuovi volatili devono trascorrere almeno:
- 14 giorni: per i polli da carne;
- 21 giorni: per i tacchini, le anatre destinate alla produzione di carne e per i riproduttori in fase pollastra.

4. Il vuoto biologico minimo da rispettare nelle unità produttive (capannoni) delle altre aziende di allevamento è il seguente:

- 14 giorni per i galli golden e livornesi e le faraone destinate alla produzione di carne;
- 21 giorni per le galline per uova da consumo (ovaiole);
- 14 giorni per la selvaggina da penna;
- 8 giorni per gli allevamenti di svezzamento.

5. Dopo le operazioni di pulizia e disinfezione, prima dell’inizio del nuovo ciclo, è obbligatorio effettuare un vuoto sanitario di almeno 3 gg dell’intero allevamento o dell’unità epidemiologica nel caso di animali da carne, e delle singole unità produttive per le altre tipologie allevate.

Animali morti

1. Per lo stoccaggio degli animali morti devono essere installate idonee celle di congelamento collocate all’esterno del perimetro dell’area di allevamento, assicurando che il ritiro sia effettuato da ditte regolarmente autorizzate. Le celle possono essere collocate anche all'interno degli impianti, a condizione che l'operazione di carico degli animali morti avvenga all'esterno dell'area di allevamento. La capienza delle celle deve essere proporzionale alle capacità produttive dell’allevamento e delle specie avicole allevate.

2. Al termine di ogni ciclo di allevamento gli animali morti devono essere inviati a stabilimenti autorizzati, ai sensi della vigente normativa in materia di smaltimento degli animali morti;

3. In deroga a quanto previsto nei precedenti punti è consentito il carico delle carcasse anche durante il ciclo di allevamento nel caso di:

- mortalità eccezionale, anche non imputabile a malattie infettive, previa certificazione del Servizio Veterinario competente;
- allevamenti con superficie dei locali superiore ai 10.000 mq., allevamenti a ciclo lungo (riproduzione) e allevamenti a ciclo continuo (galline ovaiole); detti impianti devono dotarsi di celle di congelamento che permettano il ritiro con cadenza superiore al mese nonché gli allevamenti da svezzamento potranno usufruire del ritiro delle carcasse ad intervalli non inferiori al mese.
Detti animali morti devono essere trasportati ad impianti autorizzati ai sensi della vigente normativa in materia, tramite mezzi autorizzati.

Gestione delle lettiere

1. La lettiera e la pollina, se sottoposte a processo di maturazione, devono essere opportunamente stoccate presso l’allevamento così come previsto dalla vigente normativa. Quando ciò non fosse possibile queste devono essere rimosse tramite ditte regolarmente autorizzate.

2. La lettiera deve essere asportata con automezzi a tenuta e coperti in modo da prevenire la dispersione della stessa.

Verifiche


Il Servizio veterinario dell'Azienda Sanitaria Locale, nell'ambito dell'attività di controllo e vigilanza, è incaricato della verifica della sussistenza dei requisiti strutturali e dell’applicazione delle norme gestionali contenute nel presente allegato.

Fonte: Ministero della Salute


Poultrynet

E se la smettessimo di chiamarla Influenza Suina?

Per tradizione le influenze prendono il nome del luogo di scoperta del primo focolaio o della prima segnalazione da parte della stampa. La Spagnola, l'Australiana, ora è arrivata la Messicana. Più precisamente, secondo il metodo di codifica dell'OMS dovrà chiamarsi Influenza Messicana A/H1N1. Questo solo per mettere in chiaro i concetti.

Concetti chiaramente espressi anche in occasione della trasmissione Matrix in onda questa sera su Canale 5, dove oltre agli ospiti presenti al programma, vi è stato un collegamento in diretta con la dott.ssa Ilaria Capua, responsabile del Dipartimento di Virologia dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie con sede a Padova, referente nazionale di FAO e OIE.

La dott.ssa Capua, tra le varie informazioni importanti che ha dato ha ribadito l'essenziale concetto che, il virus dell'Influenza Messicana A/H1N1, come del resto tutti i virus influenzali, si trasmettono attraverso l'aria e colpiscono l'apparato respiratorio. Nessuna trasmissione attraverso le carni.

Leggete infine le dichiarazioni del prof. Giorgio Poli - Ordinario di microbiologia e immunologia veterinaria della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Milano e membro della Commissione Nazionale per la Sicurezza Alimentare - riportate da Newsfood.com, dove l'eminente scienziato smentisce l'origine suina di questo virus.

Poultrynet

Le razze avicole: conosciamole

Negli ultimi giorni ci sono arrivate alcune e-mail nelle quali ci veniva chiesto se trattavamo le razze avicole e se era nostra intenzione affrontare la materia in futuro.

Una materia molto vasta, basti solo pensare a tutte le razze di polli o di anatre esistenti e sarebbe un lavoro che rischierebbe di creare uno dei tanti doppioni del web, dal momento che esistono siti validissimi sull'argomento.

Un sito molto valido dove potrete consultare un vero e proprio atlante delle razze avicole, con un motore di ricerca interno molto efficiente è Agraria.org. Qui tutte le specie avicole sono suddivise per macro-categorie (polli, tacchini, anatre...) e per razze.

Per ogni razza viene fornita una descrizione dettagliata: diffusione, habitat, caratteristiche morfologiche, alimentazione e comportamento, il tutto corredato da bellissime illustrazioni.

Ecco le sezioni del sito per una rapida ricerca:

Buona lettura

Poultrynet

Sicurezza delle Carni Suine

L'emergenza mondiale dell'Influenza Suina ha inevitabilmente focalizzato l'attenzione sulla sicurezza delle carni. Comunicati stampa di varie associazioni si susseguono, ma in alcuni casi creano confusione nel consumatore.

Questo problema, evidenziato da
PandemiaItalia, rischia di creare involontariamente danni nella filiera suina. Dopo i comunicati di Coldiretti dove in pratica dicono che l'Italia non importa carne suina dal Messico e quindi possiamo stare tranquilli, la Cia per fortuna cerca fare chiarezza una volta per tutte.

Il concetto fondamentale che esprime la Cia è questo: "...come hanno affermato autorevoli organizzazioni scientifiche mondiali, il virus responsabile dell’epidemia in Messico non si trasmette mangiando carne di maiale. Quindi, ogni paura è fuori luogo e gli allarmismi lanciati vengono da parte di chi vuole unicamente speculare su questa drammatica vicenda..."

Al bando quindi speculazioni di ogni genere tese a creare confusione: le carni suine italiane sono sicure, senza differenza alcuna tra cotta o cruda, non solo perché in Italia il virus dell'Influenza Suina non è presente, ma anche perché il virus non viene trasmesso mangiando le carni. Per estremizzare potremmo anche mangiare carne di suino messicano, che la nostra salute non ne risentirebbe affatto.

Rivolgiamo comunque gli acquisti verso le carni suine italiane poiché, oltre che la sicurezza alimentare, anche la qualità ha il suo peso. Le filiere zootecniche italiane infatti, sono tra le migliori al mondo sotto l'aspetto qualitativo, sia che si tratti di suini, sia che si tratti di polli o tacchini.

Speriamo con questo articolo di aver fatto un pò di chiarezza in un frangente particolare come questo, dove le persone spesso si sentono confuse e condizionate dall'onda emotiva del momento.

Poultrynet

Influenza Suina - Conosciamola meglio

E' da circa una settimana che in Messico è scoppiato il caso "Influenza Suina", il mondo è in allarme, le notizie si susseguono a ritmo costante, il livello d'allerta è alto.

Il vero rischio attualmente, è quello di creare un panico ingiustificato nelle popolazioni, mettere in ginocchio i mercati, soprattutto quello zootecnico e danneggiare seriamente il turismo. Il web è purtroppo popolato di 'terroristi' che si divertono ad alimentare il terrore della gente senza avere nemmeno le basi minime per poter dire la loro, spesso nemmeno le basi della lingua italiana.

Cercando nel web notizie ufficiali, attendibili e soprattutto degli articoli che riportino la situazione reale dell'epidemia, scritti da esperti e non da improvvisati 'giornalai' in cerca scoop, dopo un lungo dribbling tra siti di dubbia serietà mi sono finalmente imbattuto in un blog serio, gestito da professionisti competenti dove vengono esposti i fatti e gli avvenimenti con chiarezza, ponderatezza e professionalità: PandemItalia

In PandemItalia è stata creata una sezione dedicata esclusivamente al problema dell'Influenza Suina che in questi giorni sta seminando terrore in Messico e Negli Stati Uniti. Gli articoli si susseguono in tempo reale in base all'evolversi della situazione. Potete quindi visitarlo e salvarlo nei vostri 'Preferiti' per consultarlo regolarmente ed essere informati in tempo reale sull'evolversi dell'epidemia.

Carlo Clara

Poultrynet

La cottura sul barbecue

L'estate si avvicina e anche il tempo delle grigliate con gli amici. Un barbecue, una bella tavolata, uno sfizioso assortimento di carni ed il giuoco è fatto. Il tutto innaffiato da un buon vino e tanta allegria.

Cottura sul BarbequeTroviamo le origini del barbeque tra gli indigeni Taino dell'America Centrale che erano soliti affumicare la carne su una griglia di legno - barbacoa - fissata su dei tronchi sotto il quale veniva acceso un fuoco. Dagli indigeni del Centro America ai giorni nostri il barbecue ne ha fatta di strada. Attualmente l'industria è in grado di offrire numerosi modelli di barbecue e ognuno può trovare quello che maggiormente è in grado di soddisfare le proprie esigenze. Esistono tuttavia due tipologie ben distinte: il barbecue a carbone e quello a gas.

Non vogliamo elencare i pro e i contro dell'uno o dell'altro, poiché ogni negoziante sarà in grado di esaudire a tutte le domande del caso. Preferiamo invece concentrare il focus sull'utilizzo corretto del barbecue.

Cucinare con il barbecue

Il barbecue consente di poter cucinare rapidamente, al grado di cottura desiderato, molti tipi di carne, meglio se di piccole dimensioni e di taglio tenero. Tutte le carni che necessitano di poco tempo per la cottura, sono adatte ad essere cucinate alla griglia: salsicce, costate, lombate, filetti di pollo, polli interi e coscette di pollo non potranno mai mancare.

Per essere posta sulla griglia, la carne deve essere perfettamente asciutta, poiché l’acqua assorbe calore con il rischio che l’alimento non venga adeguatamente “rosolato”. Al contrario, alcuni alimenti come i petti di pollo, hanno bisogno di essere oliati prima e durante la cottura (con l’ausilio del pennello) per evitarne l’essiccazione.

La distanza con la quale va mantenuto l’alimento dalla brace e i tempi di cottura dipendono dai gusti e dall’esperienza: un taglio di carne spesso più di 5 cm. andrà comunque tenuto alla distanza minima di 15 cm. dalla brace.

Per quanto riguarda il pollo, la cottura con il barbecue risulta particolarmente efficace se sarà stato prima aperto ed appiattito (pollo “alla diavola".

Il pesce ideale per il barbecue è quello di tipo grasso e carnoso come il pesce spada, il tonno e il salmone. In ogni caso vanno mantenute le squame, a protezione della pelle che tende ad attaccarsi alla griglia.

Le qualità di verdure che si possono cuocere sulla griglia sono moltissime, si va dai pomodori, dalle melanzane, dai peperoni alle zucchine, dal radicchio alle pannocchie. Tutte, necessitano di tempi di cottura molto ridotti, meglio se spennellate prima con l’olio.

Anche i formaggi possono risultare molto gustosi se cotti al barbecue, purché di pasta dura e tagliati a fette ben spesse, facendo molta attenzione al momento in cui fondono.

Secondo i principi salutari che vi abbiamo decritto in un precedente articolo, le carni da cucinare al barbecue dovrebbero essere preventivamente marinate.

Dopo la cottura, possiamo accompagnare i cibi con la classica salsa barbecue.

Poultrynet

Scaloppine di tacchino al tartufo e grana

Un successo assicurato che delizia anche i palati più esigenti. Un piatto semplicissimo da realizzare e di sicuro effetto, ricco di profumi e sapori.

Ingredienti per 4 persone:
  • 400 gr di fesa di tacchino
  • 40 gr di burro
  • parmigiano a scaglie
  • 1 bicchierino di vino bianco secco
  • 1 tartufo nero di medie dimensioni
  • farina
  • sale q.b
Preparazione:

Tagliate la fesa di tacchino in modo da ricavare 8 scaloppine, battetele e infarinatele da ambo i lati.

Mettete sul fuoco e fatele dorare nel burro, sfumate con il vino bianco, salate e portate a cottura a fuoco basso. Occorreranno circa 10 minuti.

Togliete dal fuoco e ponete su ogni scaloppina un pò di parmigiano tagliato a scaglie sottili. Rimettete sul fuoco, coprite il tegame e lasciatelo per qualche minuto, fino a che il formaggio comincerà a fondersi.
Levate dal fuoco, cospargete le scaloppine con il tartufo affettato al momento a scaglie sottili e servire in tavola.
Accompagnate con delle bollicine. Consigliamo l'accostamento con un Franciacorta Brut, ma anche un Prosecco di Valdobbiadene andrà benissimo.

Poultrynet

Tacchino panna e funghi porcini

Un piatto gustoso e semplice di esecuzione che riesce sempre. L'unica avvertenza è di non farlo asciugare troppo.

Ingredienti per 4 persone:
  • 4 filetti di tacchino di 100 gr l'uno
  • 40 gr di burro
  • 1 rametto di salvia
  • 1 bicchierino di vino bianco secco
  • 200 gr di panna da cucina
  • 15 gr di funghi porcini secchi
  • sale q.b
Preparazione:

Tagliate a pezzetti i filetti di tacchino. Mettete in un tegame 20 gr di burro e un pò di salvia e fatevi rosolare il pollo.

Una volta rosolati, salate e aggiungete il vino bianco, fatelo evaporare e unite la panna. Coprite e fate cuocere a fuoco lento per 20 minuti circa.

Mentre i filetti cuociono, mettete in un tegame i rimanenti 20 gr di burro e qualche foglia di salvia, unite i funghi già ammollati, puliti e lavati. Fate rosolare e salate.

Unite quindi i funghi ai filetti di tacchino e cuocete a fuoco lento per altri 15 minuti circa.

Accompagnate con un buon vino bianco secco. Azzardiamo l'accostamento con un Trebbiano di Romagna.

Poultrynet

Fettine di tacchino in salsa piccante

La ricetta che vi proponiamo ora è molto semplice di esecuzione, economica e risulta molto gustosa. Un contrasto di sapori, dall'agrodolce al salato, al leggermente piccante, che stimola tutti i recettori del gusto.

Ingredienti per 4 persone:

  • 500 gr di fesa di tacchino in 4 fette
  • 2 cucchiai d'uva sultanina
  • mezzo bicchiere d'olio di semi di arachidi
  • mezzo bicchiere di aceto di vino bianco
  • 1 cucchiao di burro
  • 1 cucchiaino di pasta d'acciughe
  • farina
  • zucchero
  • sale, pepe, noce moscata
Preparazione:

Battete le fette di fesa di tacchino e poi infarinatele leggermente, scaldate l'olio in una padella e fatele dorare leggermente.

Appena dorate, levatele dall'olio e rigiratele su della carta assorbente. Sistematele su un piatto da portata e mantenetele al caldo.

Nel frattempo, in un pentolino, lavorate il burro a crema con un cucchiaio di zucchero e uno di farina. Quando avrete ottenuto una crema omogenea, diluitela con mezzo bicchiere d'acqua, quindi unite la pasta d'acciughe e l'aceto, amalgamando bene.

Salate con moderazione, vista la presenza della pasta d'acciughe che è già di per sé salata, regolate di pepe e grattugiate un pò di noce moscata.

Mettete ora sul fuoco e lasciate che si scaldi dolcemente e uniformemente. Aggiungete l'uva sultanina e mescolate frequentemente.

Appena inizia a prendere il bollore, versare la salsa sopra le fette di tacchino tenute in caldo e servite subito.

Accompagnate il piatto con un buon vino rosso. Noi consigliamo un Valpolicella Classico

Poultrynet

Petti di pollo marinati al limone

Come spiegato in un recente articolo, cuocere la carne alla griglia può essere poco salutare se non si seguono degli accorgimenti particolari. Qui di seguito vi illustreremo una ricetta che, rispettando quegli accorgimenti, risulterà molto saporita, tenera e gustosa.

Ingredienti per 4 persone:

  • 4 mezzi petti di pollo di circa 170-200 gr

    Per la marinatura:

  • il succo di mezzo limone
  • 2 cucchiai di vino bianco secco
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato
  • 1 cucchiaino di origano
  • 2 cucchiaini di paprika dolce
Preparazione:

Per preparate la marinatura mettete tutti gli ingredienti in una terrina ed emulsionateli con una frusta.

Sciacquate quindi i petti di pollo sotto l'acqua fredda e asciugateli con un canovaccio pulito o della carta da cucina. Metteteli in un sacchetto di plastica tipo freezer e versatevi la marinatura. Fate uscire l'aria, chiudete bene il sacchetto e muovetelo cercando di distribuire la marinatura uniformemente. Mettete il sacchetto in frigorifero per circa 6 ore.

Trascorse le 6 ore, togliete i petti di pollo dal sacchetto, sgocciolateli e metteteli a cuocere sul barbecue o sulla griglia del camino a calore medio fino a quando la carne è soda e i succhi sono chiari. Occorreranno circa dagli 10 ai 12 minuti. Rigirate i petti di pollo una sola volta a metà cottura.

Accompagnateli con un buon vino bianco secco. Noi consigliamo il Bianco di Custoza

Poultrynet

Petti di pollo marinati al vino rosso

Come spiegato in un recente articolo, cuocere la carne alla griglia può essere poco salutare se non si seguono degli accorgimenti particolari. Qui di seguito vi illustreremo una ricetta che, rispettando quegli accorgimenti, risulterà molto saporita, tenera e gustosa.

Ingredienti per 4 persone:

  • 4 mezzi petti di pollo di circa 170-200 gr

    Per la marinatura:

  • 1 bicchiere di vino rosso
  • 2 cucchiai di senape
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • 2 cucchiaini di paprika dolce
Preparazione:

Per preparate la marinatura mettete tutti gli ingredienti in una terrina ed emulsionateli con una frusta.

Sciacquate quindi i petti di pollo sotto l'acqua fredda e asciugateli con un canovaccio pulito o della carta da cucina. Metteteli in un sacchetto di plastica tipo freezer e versatevi la marinatura. Fate uscire l'aria, chiudete bene il sacchetto e muovetelo cercando di distribuire la marinatura uniformemente. Mettete il sacchetto in frigorifero per almeno 12 ore.

Trascorse le 12 ore, togliete i petti di pollo dal sacchetto, sgocciolateli e metteteli a cuocere sul barbecue o sulla griglia del camino a calore medio fino a quando la carne è soda e i succhi sono chiari. Occorreranno circa dagli 10 ai 12 minuti. Rigirate i petti di pollo una sola volta a metà cottura.

Accompagnateli con un buon vino rosso giovane. Noi consigliamo il Bardolino Classico

Poultrynet

Cottura della carne: pericolo alte temperature

Sentiamo spesso dire che la carne fa male e se cotta alla griglia può risultare addirittura cancerogena. Si tratta dei soliti allarmismi che vanno a demonizzare ogni tipo di alimento di origine animale, oppure hanno un fondamento di verità?

Pollo alla GrigliaE' naturale che tutti questi messaggi di allarme non sono del tutto veri e, come la famosa storia del pastorello che gridava "al lupo al lupo", la gente ha ormai imparato a non ascoltare più, soprattutto dopo il caso aviaria.

Come continuano a raccomandare i dietologi, la carne in generale non fa male, soprattutto le carni bianche, povere di grassi e ricche di proteine. Sono anzi indispensabili per la muscolatura, soprattutto in caso di diete ipocaloriche e per gli organismi in accrescimento. Fa male invece se assumiamo giornalmente grandi quantità di carni rosse, più caloriche, ricche di grassi e di acidi urici.

A rendere la carne dannosa per il nostro organismo è invece la cottura ad alta temperatura - tipica del barbeque o della frittura - che favorisce la formazione di sostanze chimiche, alcune nocive per la salute. Tra queste sostanze ricordiamo:
  • Ammine Eterocicliche (HA): si formano quando l'alimento è cucinato ad alta temperatura e sono considerate cancerogene. La maggior concentrazione di HA la si riscontra nelle parti annerite della carne.
  • Idrocarburi Aromatici Policiclici (PAH): si formano dal grasso che cadendo sulla fonte di calore, procura una sorta di affumicatura sull'alimento. Sono considerati cancerogeni. Evitare di coprire la griglia come si usa fare con certi tipi di barbeque.
  • Prodotti finali Avanzati della Glicazione (AGE): si formano quando l'alimento è cucinato ad alta temperatura. Gli AGE si accumulano nell'organismo e col tempo possono provocare un aumento dei radicali liberi, di malattie cardiocircolatorie, diabete e patologie renali.

Un accorgimento efficace affinché la carne non si trasformi in un alimento nocivo per la salute a causa di una cottura sbagliata è la marinatura nel vino rosso o nella birra.

Una marinatura di almeno 6 ore prima di grigliare, può abbassare i livelli di HA fino al 90%. La marinatura più efficace per il pollo è quella a base di vino rosso. Per il maiale risulta invece più consigliata la birra. Anche una emulsione di olio extravergine d’oliva, succo di limone e aglio può abbassare fino al 90% i livelli di HA nel pollo cotto alla griglia.

La pratica della marinatura, oltre che essere salutare per l'organismo, migliora le caratteristiche organolettiche dei cibi e conferisce loro una maggior morbidezza e riduce i tempi di cottura.

Un'avvertenza utile, soprattutto per le carni bianche che necessitano di una cottura più lunga delle carni rosse, è quella di ridurre il calore dopo i primi minuti di grigliatura e continuare rigirando spesso, in modo da evitare bruciature consistenti.

Non salare durante la cottura: si provocherebbe una disidratazione precoce della carne, che favorirebbe l'annerimento e aumenterebbe la durezza.

Poultrynet

OGM & Bio: Il diavolo e l'acqua santa?

Come spesso accade anche nelle migliori famiglie, spesso si tende sempre a generalizzare. Per un qualsiasi avvenimento l'opinione pubblica si spacca in due: quelli a favore e quelli contro.

OGMNella memoria abbiamo tutti in mente i più clamorosi casi giudiziari. In quelle occasioni l'opinione pubblica di divide sempre in due opposte fazioni, i colpevolisti e gli innocentisti.

E' un fatto normale, se così non fosse non esisterebbe il dialogo, la discussione e il progresso. A patto però che le due fazioni siano in buona fede ed accettino di rivedere il loro pensiero sulla base di prove oggettive e non aggrappandosi a virtuosismi dialettici sterili e mistificatori.

Con la guerra agli OGM è quello che accade, con la differenza che alla base degli studi di biogenetica vi sono illustri scienziati e i detrattori sono spesso persone che sono spinte soltanto da un ideale, da una 'fede' che non ammette repliche o dimostrazioni. Sono i 'fondamentalisti' del "NO". Il "NO" per il nucleare, il "NO" per la globalizzazione, il "NO" per gli allevamenti intensivi, il "NO" per gli OGM... il "NO" per il progresso. E chi è dalla parte del no, avendo spesso poche argomentazioni valide, sono quelli che alzano di più la voce.

Cercando nel web notizie ed informazioni sull'argomento, mi sono imbattuto in un articolo di Alessandro Bordin, molto sobrio come esposizione e molto obiettivo per argomentazioni che consiglio vivamente a tutti di leggere, sia ai sostenitori che agli oppositori degli OGM. L'informazione corretta e soprattutto obiettiva fa bene a tutti.

Leggete l'articolo di Alessandro Bordin su Appunti Digitali

Poultrynet

Cucina Molecolare: informazione corretta

Chi segue "Striscia la Notizia" non ha potuto non assistere ad un servizio sulla cucina molecolare dove era 'imputato' il famosissimo chef Ferran Adrià.

Un abile mix di interviste incrociate tra lo chef ed un chimico ove veniva messa in discussione la serietà di Adrià stesso, accusandolo di utilizzare additivi chimici per le sue preparazioni. Un vero impianto accusatorio con l'obiettivo forse di screditare un professionista, forse di fare uno scoop, forse... non sappiamo.

Di fatto si sa che il servizio - che ogni sera ci propinano a puntate e chissà per quanto ancora - era ed è impostato sulla disinformazione. Il chimico intervistato da "Striscia" infatti, alle domande precise dell'inviato poteva rispondere in pratica con un sì o con un no e l'attacco rivolto al povero chef è stato così mirato che non ha avuto nemmeno la possibilità di spiegare realmente come stavano le cose. Ha tentato in effetti di spiegare, ma prontamente veniva attaccato.

Ma non è questo il punto. L'obiettivo percepito da quel servizio è palese: gettare ombre su tutto ciò che è chimico anche quando non lo è. Criminalizzare un professionista - e per effetto domino tutti gli chef che praticano la cucina molecolare - come se fosse lui la causa di tutti i mali che affliggono l'umanità, non crediamo sia un'informazione corretta. Indirettamente è stato pure accusato di truffa nei confronti degli avventori del suo locale.

Le poche parole che è riuscito a dire Adrià: "anche il sale da cucina è chimica", sono state prontamente smentite dal chimico. Ma lo sappiamo tutti cos'è il sale: NaCl, dove Na sta per Sodio e Cl per Cloro. Se non è chimica questa... E l'Agar-Agar altro non è che un derivato da un'alga, utilizzato per le sue proprietà addensanti e gelificanti. In chimica viene catalogato con la sigla: E406.

Ma nessuno ha detto che la tanto 'amata' Vitamina C, alias acido l-ascorbico, panacea di molti mali, viene catalogata come additivo chimico con la sigla E300. Le nostre mamme e nonne per fare la gelatina, sapete cosa utilizzavano? La colla di pesce! Ebbene sì. La colla di pesce però è catalogata anch'essa come additivo chimico sotto l'inquietante sigla di E441.

Nessuno ha mai utilizzato il Bicarbonato di Sodio per mettere in ammollo i fagioli affinché risultino più teneri al palato o per sanitizzare l'insalata? E' chimica anche questa.

Ma veniamo al punto. Il famoso chef è stato accusato pubblicamente e diffamato solo perché nelle sue preparazioni utilizza degli additivi chimici. Lui ha giustamente ribattuto alle pressanti accuse: "tutto è chimica". E aveva proprio ragione lui!

"Striscia" ha anche affondato il 'coltello' sulle possibili allergie o danni alla salute che 'certe sostanze' possono arrecare all'organismo. Certamente. E' verissimo. Ma dimentichiamo che nei dosaggi sbagliati tutto fa male, a partire proprio dal sale da cucina o dai grassi in eccesso che troviamo nei piatti se frequentiamo certe trattorie.

Lunga vita a "Striscia la Notizia", che negli anni ha sventato innumerevoli truffe e raggiri e messo il dito dove tanti avevano paura di metterlo. Un programma, che reso piacevole dalla satira, affronta problemi scottanti e si impegna anima e corpo affinché vengano risolti. In questa occasione però, sarebbe il caso che approfondisse il caso con dati oggettivi senza dare l'impressione di fornire un'informazione distorta.
Che poi possa risultare più piacevole al palato una fiorentina alla brace o un galletto allo spiedo rispetto a quei piatti particolari che fanno tendenza, questo è un altro discorso. Non per questo però è giusto demonizzare chi trasforma una professione in un'arte, anche se utilizza sostanze al di fuori del consueto, ma che comunque sono perfettamente in regola con le leggi e pertanto sicure, molto più sicure del tanto ricercato uovo del contadino, se bevuto crudo.

Poultrynet

Carne di tacchino: una miniera poco sfruttata

In Italia la carne di tacchino è spesso dimenticata o acquistata esclusivamente per la sua estrema convenienza. Un vero peccato, viste le prerogative che possiede. Se cucinata bene è una carne saporita, tenera e molto salutare.

Le statistiche purtroppo parlano chiaro: su un consumo annuo pro capite di 18,04 kg di carni avicole nel 2007, 11,12 sono di pollo 4,13 di tacchino e i rimanenti 2,79 suddivisi fra le altre specie minori. Il consumo di carne di tacchino risulta quindi molto basso, a fronte di una qualità molto elevata e di caratteristiche nutrizionali eccellenti.

La fesa di tacchino in particolare, che prenderemo come riferimento per un paragone oggettivo nei confronti del vitello, è estremamente versatile e si presta a mille preparazioni culinarie, è ricchissima di proteine e povera di grassi e grazie alle pochissime calorie che apporta, è indicata per giovani, anziani e per tutti coloro che a fronte di un contenimento di calorie nella propria dieta, non vogliono privarsi di un piatto saporito. Molto indicata anche per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo grazie allo scarso contenuto di grassi e al favorevole rapporto tra grassi insaturi e grassi saturi. Grazie poi alle fibre muscolari più corte e sottili rispetto alla carne di manzo, risulta molto digeribile.

Paragonado quindi la fesa di tacchino a quella di vitello magra possiamo riscontrare, a parità di calorie, un maggiore apporto di proteine e una minore presenza di grassi, come riportato nella tabella sottostante:

Un’altra caratteristica importante della carne di tacchino è il contenuto in triptofano, un aminoacido essenziale che fa parte di quella categoria di aminoacidi che non possono essere sintetizzati dal nostro organismo e deve essere introdotto con l’alimentazione. Il triptofano già noto per altre proprietà benefiche sull'organismo umano come la regolazione del sonno e dell'umore, da uno studio dei ricercatori della Stanford University, sembrerebbe agire positivamente anche sul sistema immunitario. I risultati della ricerca condotta da Lawrence Steinman, docente di neurologia e scienze neurologiche presso la Stanford University, porterebbero a dimostrare che il triptofano sarebbe in grado di indurre un miglioramento dei disturbi agli ammalati di sclerosi multipla. I risultati di tale ricerca andranno naturalmente approfonditi, ma è certo che la dieta ed il sistema immunitario hanno una correlazione indissolubile.

Altra peculiarità del tacchino è che la sua carne è ricca di aminoacidi ramificati, indispensabili nel metabolismo dei muscoli e per favorire lo smaltimento delle tossine "della fatica" ovverossia quelle che si formano quando un organismo svolge un intenso lavoro atletico. Il rapporto poi, fra aminoacidi essenziali e aminoacidi totali è particolarmente favorevole, e tutto ciò ha grande importanza negli organismi in fase di accrescimento.

Vogliamo aggiungere inoltre che la carne di tacchino, nonostante l’aspetto che farebbe presupporre l’esatto contrario, ha un contenuto in ferro molto vicino a quello della carne di bovino adulto e superiore a quello della carne di vitello. La differenza di colore tra le carni “rosse” e quelle “bianche” infatti, non ha nessuna correlazione con il contenuto in ferro, ma è causata da una maggiore o minore presenza di mioglobina, un pigmento che combinandosi con l’ossigeno aumenta o diminuisce la colorazione della carne.

Servire nel piatto carne di tacchino risulta pertanto una scelta oculata, tenendo conto del prezzo estremamente favorevole rispetto ad altre carni, ed estremamente consapevole, viste le ottime caratteristiche nutrizionali.

Poultrynet


Mercato Avicolo: Forlì conferma

Il mercato di Verona di Venerdì scorso, come abbiamo detto, ha consolidato le posizioni e la piazza Forlì con la seduta di oggi ha dato conferma.

Il settore avicolo tiene quindi su tutti i fronti, con in incremento medio di 5-8 centesimi in più rispetto al mese precedente.

Ecco alcune quotazioni:

Polli a terra leggeri: 1,10-1,12
Polli bianchi pesanti: 1,24-1,26
Polli gialli pesanti: 1,23-1,25

Anche il tacchino sembra - e lo diciamo sottovoce - voler imboccare la strada per cercare di uscire dalla crisi ormai cronica:

Tacchini pesanti femmine: 1,03-1,05
Tacchini pesanti maschi: 1,16-1,18

Vogliamo sperare quindi che anche il tacchino possa raggiungere i livelli di redditività che gli competono.

Poultrynet

Salmonellosi

Il termine Salmonellosi comprende tutte quelle infezioni sostenute microrganismi intestinali, Gram-negativi, asporigeni, bastoncellari, anaerobi facoltativi, appartenenti al genere Salmonella.

Possedendo flagelli peritrichi, sono tutte mobili tranne la S.gallinarum e la S.pullorum, che sono rispettivamente gli agenti patogeni della Pullurosi e della Tifosi Aviaria.

Normalmente l’infezione da Salmonella viene indicata con il nome del sierotipo in causa, ad esempio “infezione da typhimurium”.

Esistono più di un migliaio di sierotipi del genere Salmonella e circa 200 sono stati isolati nel pollame. Alcuni sierotipi sono considerati endemici, come la S.typhimurium che è ritenuta una delle maggiori responsabili di focolai. E’ doveroso precisare che molte Salmonelle non sono affatto patogene né tantomeno pericolose per l’uomo.

Mentre alcune Salmonelle passano negli allevamenti non provocando sintomatologia, o per lo meno provocano bassa mortalità e sfuggono alle indagini diagnostiche, altre provocano mortalità elevate e gravi danni economici. Un esempio è la S.typhimurium che quando infetta un gruppo la sintomatologia è evidente, confermata da elevata mortalità.

Le Salmonelle inoltre hanno una grande capacità di vivere fuori dall’organismo per parecchi mesi e di conseguenza grande attenzione deve essere posta a livello di biosicurezze: tutto pieno-tutto vuoto, pulizia, detersione, disinfezione.

Tranne l’eccezione della S.typhimurium nell’anatra, che può trasmettersi anche per via transovarica, tutti gli altri sierotipi di Salmonelle si trasmettono esclusivamente per contaminazione esterna del guscio dell’uovo. I portatori eliminano le salmonelle con le feci e le uova possono quindi contaminarsi a livello del guscio col passaggio attraverso la cloaca o dopo la deposizione. Col raffreddamento dell’uovo, essendo il guscio poroso, la Salmonella riesce ad entrare all’interno e lì moltiplicarsi. Momenti a rischio possono esserci anche durante l’incubazione o al momento della schiusa, quando i pulcini vengono a diretto contatto con i gusci. Importantissima quindi la prevenzione a livello dei riproduttori.

Una fonte di infezione frequente in passato era quella attraverso il mangime, prodotto con farine di carne provenienti dall’estero e spesso contaminate; il divieto di utilizzo di tali farine, imposto in Italia con l’Ordinanza dell’allora Ministro della Salute Umberto Veronesi del 17 novembre 2000 e seguito dalla Decisione Europea 2000/766/CE del 4 dicembre 2000, ha decisamente ridotto il problema.

Altre fonti di trasmissione passiva possono essere i ratti, gli uccelli selvatici e tutto il personale che viene a contatto con i volatili. E qui tornano alla ribalta le biosicurezze, con attente campagne di derattizzazione, sistemazione delle strutture atte ad impedire l’ingresso di volatili selvatici negli allevamenti, ecc…

Indagini e ricerche effettuate assolvono le uova di gallina dall’accusa di essere portatrici di sierotipi patogeni per l’uomo, al contrario è stato dimostrato che sono le uova stesse il più delle volte vittime di contagio fecale da parte dell’uomo durante le varie preparazioni a crudo di salse, creme, gelati… il mancato rispetto delle norme igieniche nelle preparazioni alimentari a livello della ristorazione è ancora un nodo da sciogliere, anche se a dire il vero negli ultimi anni si è assistito ad un calo di questo tipo di contaminazioni.

L’industria alimentare, per le varie preparazioni utilizza le uova sgusciate che vengono pastorizzate mediante una procedura che porta la temperatura del composto a 64,4° C per almeno 2-5 minuti, per poi venire raffreddato rapidamente a 3,3° C. Le Salmonelle - molto sensibili alle temperature medio-elevate anche se per brevissimi periodi - con la procedura della pastorizzazione vengono inattivate completamente e il consumatore ha la garanzia di acquistare un prodotto sicuro.

Passiamo ora, dopo queste necessarie premesse, a descrivere la Salmonellosi dal punto di vista veterinario, con sintomatologia, diagnosi e controllo della malattia.

Sintomatologia

I sintomi della Salmonella nel pollo si possono spesso confondere con quelli dalla Pullurosi e la differenziazione è possibile solo sulla base di esami microbiologici. Nell’anatroccolo invece abbiamo un sintomo caratteristico: i soggetti ammalati, dopo aver bevuto si rovesciano all’indietro e muoiono. La mortalità varia notevolmente, da pochi capi colpiti alla quasi totalità dei soggetti presenti in allevamento. In soggetti con più di tre settimane di età la sintomatologia è spesso assente e solo raramente viene evidenziata. Nell’anatra l’infezione spesso si accompagna ad un episodio di epatite virale.

Talvolta si riscontrano lesioni a livello del fegato, con ingrossamento, iperemia, talvolta emorragia. Quasi sempre presente il tumore alla milza. Ciechi spesso con presenza di stampi similcaseosi giallastri. Rara la degenerazione dell’ovaio nelle galline, più frequente nell’anatra e nella tacchina.

Diagnosi

Anamnesi, segni clinici e lesioni ci portano sulla strada della diagnosi, ma la conferma la possiamo avere esclusivamente con l’isolamento e l’identificazione degli agenti causali, alla quale segue la tipizzazione del ceppo isolato. Questo compito lo lasciamo ai laboratori specializzati.

La contaminazione ambientale è assai elevata quando la localizzazione è intestinale come nel caso delle Salmonelle mobili e il monitoraggio a tappeto mediante indagini sierologiche e batteriologiche su tamponi cloacali, con l’obiettivo di eliminare i portatori è poco attendibile a causa dell’elevata diffusibilità dell’infezione.

Controllo

Come detto in precedenza, il contagio avviene prevalentemente attraverso la contaminazione dell’uovo e pertanto, la produzione di uova pulite e l’igiene dell’incubazione rappresentano condizioni profilattiche essenziali. Il management e le biosicurezze a livello dei riproduttori riducono drasticamente l’incidenza della Salmonellosi nella progenie. Se per le uova destinate al consumo umano non si può intervenire in nessuna fase, se non quello della prevenzione in fase di pollastra, nei riproduttori pesanti si può intervenire direttamente sull’uovo con varie metodiche, dalla fumigazione alla refrigerazione, all’egg-dipping in soluzioni germicide, in modo da impedire la trasmissione della Salmonella attraverso il guscio.

Il controllo della Salmonellosi non lo si ottiene solo con la biosicurezza o il trattamento delle uova dei riproduttori, ma agendo su tutti i fronti. Negli ultimi anni le armi si sono affilate grazie anche all’impegno delle aziende farmaceutiche che hanno messo a disposizione la loro esperienza per offrire dei vaccini molto efficaci.

Esclusione Competitiva

Una prevenzione molto efficace praticabile nei pulcini nei primi giorni di vita è l’utilizzo della microflora intestinale apatogena (Aviguard® - Schering Plough/Intervet) somministrabile via spray o in acqua di bevanda. Questa microflora raggiunge l’intestino e lo colonizza, impedendo di conseguenza la colonizzazione da parte dei germi patogeni secondo la logica dell’esclusione competitiva.

Terapia

Se in passato, in caso di infezione da Salmonella venivano utilizzati con discreto successo preparati a base di furazolidone e furaltadone - che tuttavia non interrompevano il ciclo dell’infezione rendendo i pulcini sopravvissuti portatori sani - dopo la loro uscita dal commercio l’unico principio attivo che garantisce una vera terapia risolutiva è l’enrofloxacin (Baytril® - Bayer HealthCare), chemioterapico della famiglia dei fluorchinoloni con un’elevatissima efficacia nei confronti di tutti i tipi di Salmonelle.

Va tenuto presente però, che la permanenza degli animali nell’ambiente infetto può portare a successive reinfezioni e inoltre, negli allevamenti di galline destinate alla produzione di uova da consumo alimentare, non può essere praticato per legge nessun tipo di trattamento.

E’ senz’altro un’arma preziosissima nell’allevamento dei riproduttori, dove l’obiettivo principale è quello di ottenere una progenie ‘pulita’ e sana, in grado di poter affrontare il ciclo di allevamento all’ingrasso senza trattamenti.

Poultrynet

Dieta vegetariana: rischio salute se non corretta

In Italia e nel Mondo i vegetariani e i vegan sono in aumento. E' un'abitudine alimentare, una moda, un rimorso di coscienza, una filosofia di vita? Non sta a noi stabilirlo. Sta di fatto che chi sceglie di smettere di alimentarsi di carne, deve farlo con giudizio ed inizialmente farsi seguire da un dietologo.

Queste infatti sono le conclusioni che si evincono da uno studio pubblicato sul Journal of the American Dietetic Association. Una dieta vegetariana non corretta può arrecare seri disturbi alla salute. Si pensa che Leonardo da Vinci fu colpito da emiparesi a causa della dieta vegetariana che seguiva. Leonardo infatti, amava a tal punto gli animali che quando vedeva un uccellino in gabbia - raccontava Giorgio Vasari - pagava al proprietario una somma di denaro per poterlo liberare.

I vegetariani rischiano di andare in carenza di vitamina B12, che assieme alle altre vitamine del gruppo B concorre al metabolismo dell'omocisteina, una sostanza che, se in eccesso nel sangue, è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari.

Proprio gli elevati livelli di omocisteina quindi, potrebbero spiegare l'ictus cerebrale con la conseguente emiparesi, che colpì Leonardo.

Uova latte e yogurth per compensare le carenze di una dieta vegetarianaSeguire un'alimentazione vegetariana corretta non viene considerato un rischio per la salute, afferma Anna Tagliabue, direttore del Centro di ricerche sulla nutrizione umana e i disturbi del comportamento alimentare dell'Università di Pavia.

"Non dimentichiamo però - ricorda Carlo Cannella, ordinario di Scienza dell'alimentazione all'Università La Sapienza di Roma - che l'uomo è onnivoro, come dimostrato dalla diversa morfologia dei denti: incisivi (per tagliare), canini (per dilaniare), molari (per triturare)".

Non è nutrizionalmente corretto un comportamento vegetariano rigidamente osservante, detto anche "vegano". Un vegetariano che integri quindi la dieta con discrete quantità di latte (250 ml al giorno), yogurth naturale e soprattutto 3-4 uova alla settimana, sarà in grado di non incorrere in carenze alimentari e nei sopra citati gravi rischi.

Vegetariani sì, ma con attenzione e la consapevolezza dei rischi ai quali si può andare incontro se la dieta non è bilanciata e corretta.

Fonte: Ciao People Magazine, Corriere della Sera

La S.I.P.A. elegge il nuovo Direttivo

In occasione dell'Assemblea dei Soci tenutasi a Forlì nell'ambito del 48° convegno S.I.P.A. del 1-2 Aprile 2009, si sono svolte le elezioni del Direttivo per il prossimo triennio.

Dopo l'invito ai soci elettori a candidarsi al Consiglio Direttivo e all’incarico di Presidente per il triennio 2010-2012 da parte del presidente dott. Antonio Lavazza, l'attuale segretario dott. Guido Grilli esprime la volontà di candidarsi all’incarico di Presidente all’insegna della continuità della gestione della società.

Dopo la presentazione di tutte le candidature viene aperto il seggio, che si protrarrà fino alle ore 20,00, per poi riaprirsi il giorno successivo dalle ore 9,00 alle ore 11,30. Alla chiusura del seggio segue immediatamente lo spoglio.

Alle ore 13 il Presidente dott. Antonio Lavazza ha dato lettura dei risultati.
  • Votanti n° 90
  • Schede nulle: nessuna
  • Voti annullati. 3

Sono stati eletti per il triennio 2010-2012 i seguenti componenti:

  • Grilli Guido - Presidente
  • Catelli Elena - Consigliere
  • Ceruti Raffaella - Consigliere
  • Fioretti Alessandro - Consigliere
  • Morandini Emilio - Consigliere
  • Piccirillo Alessandra - Consigliere
  • Prandini Francesco - Consigliere
  • Terregino Calogero - Consigliere
  • Vinco Leonardo James - Consigliere

Fonte: Società Italiana di Patologia Aviare


Mercato Avicolo: Verona tiene i prezzi

La Borsa Merci di Verona nella seduta di Venerdì 17 Aprile mantiene i livelli retributivi delle precedenti settimane per il settore avicolo. Questo grazie al sell-out della grande distribuzione.

Banchi dei supermercati che si approvvigionano quotidianamente sono indice di consumi costanti, di gradimento del prodotto e di fiducia da parte dei consumatori. Come conseguenza positiva una gratificazione ai produttori avicoli, che in questa congiuntura riescono a svincolarsi dallo stato di emergenza per sopravvivere e possono trovare i fondi per migliorarsi ulteriormente.

Verranno implementati i piani di autocontrollo per le patologie ricorrenti, con particolare riguardo alle Salmonelle e programmati investimenti per il miglioramento delle strutture operative e del benessere animale. Una ventata di ossigeno puro che permetterà all'avicoltura italiana di consolidare il suo primato qualitativo a livello mondiale. Tutto a vantaggio dei consumatori.

Il comparto avicolo italiano, dopo tanta 'tempesta ingiustificata' finalmelte riesce ad avere una stabilità, che negli ultimi 12 mesi gli ha permesso di crescere, in controtendenza rispetto ad altri comparti, che sono attualemente in difficoltà. Un +5,3% rispetto a Marzo 2008 (fonte ISMEA) non è da considerarsi un traguardo, ma una base per poter crescere ulteriormente di pari passo col perfezionamento di tutta la filiera.

Poultrynet

Confezionamento in Atmosfera Modificata (MAP)

Quando ci si reca al supermercato ci si imbatte sempre più spesso in cibi confezionati in vaschette di plastica e sigillate con un film termosaldato. Leggendo sull'etichetta possiamo notare la dicitura: Confezionato in Atmosfera Protettiva.

MAPLa definizione esatta è riconducibile all'acronimo MAP che in lingua inglese significa: "Modified Atmosphere Packaging". Tradotto letteralmente: Confezionamento in Atmosfera Modificata. Molte industrie alimentari preferiscono sostituire il termine "Modificata" con "Protettiva", ma la sostanza non cambia.

Rispetto ai metodi tradizionali di confezionamento, è un passo in avanti sotto il profilo della conservazione degli alimenti. Questa tecnica infatti, permette una conservazione più lunga degli alimenti, mantenendo intatte le caratteristiche organolettiche fino alla data di consumazione consigliata impressa sull'etichetta.

La MAP è una tecnologia che prevede la sostituzione parziale o integrale dell’aria a contatto con gli alimenti con una miscela gassosa di composizione nota.

L’uso dell’atmosfera protettiva non è un mezzo di risanamento o di miglioramento qualitativo di un prodotto alimentare scadente ma un’operazione tecnologica di supporto che unitamente ad altri interventi (quali refrigerazione, controlli igienici, ecc.) può raggiungere gli effetti desiderati estendendo la shelf life degli alimenti.

Non vi sono rischi per la salute, nessuna manipolazione, nessun residuo, esclusivamente gas innocui presenti naturalmente nell'atmosfera. Tecnologia approvata anche per i cibi biologici.

I gas che vengono utilizzati sono diversi ed ognuno di essi ha un proprio target di alimenti:
  • Azoto (N2) - gas inerte che non ha interazioni chimiche con le sostanze con cui viene a contatto e non esercita nessuna azione batteriostatica. Indicato per frutta secca, caffè, patatine, e la maggior parte dei prodotti secchi;
  • Anidride Carbonica (CO2) - gas che esplica una forta funzione batteriostatica collegata alla presenza di acqua e/o grassi nell’alimento e dalla temperatura di conservazione perché si solubilizza nel prodotto. Indicato per paste alimentari, pollo, pizze, prodotti da forno, e alcuni prodotti lattiero-caseari;
  • Ossigeno (O2) - gas utilizzato solo ad alte concentrazione per mantenere vivo il colore rosso della carne e a concentrazioni intorno al 10% è particolarmente indicato per alcuni prodotti lattiero-caseari (gorgonzola) al fine di sostenere il metabolismo respiratorio delle muffe
  • Elio (He) - gas utilizzato per rilevare le fughe dalle confezioni alimentari;
  • Argon (Ar) - caratteristiche chimico fisiche molto simili al Biossido d'Azoto ma come molecola molto più pesante. Viene preferito all’azoto per eliminare l’ossigeno dalle confezioni;
  • Biossido d'Azoto (N2O) - gas utilizzato esclusivamente per la propulsione della panna spray.

Non siate dunque scettici quando vi trovate davanti a questo tipo di confezioni, acquistatele senza timore e stipatele correttamente in frigorifero: avrete la garanzia di consumare cibi perfettamente conservati in modo naturale e senza l'aggiunta di additivi chimici.

Poultrynet


Almaverde bio +8,7 % nel 2008

I prodotti a marchio Almaverde Bio nel 2008 hanno raggiunto un fatturato di 24,3 milioni di euro con un incremento del 8,7% rispetto al 2007, un risultato importante che conferma il valore della "marca" per il mercato dei prodotti biologici.

Per il prossimo triennio sono stati riconfermati Renzo Piraccini, direttore generale di Apofruit, e Roberta Fileni, titolare dell'omonima azienda produttrice di carni avicole, alla carica di presidente e vice presidente di Almaverde Bio Italia, la società consortile titolare del marchio Almaverde Bio.

Almaverde Bio presente sul mercato con una gamma di prodotti biologici quali ortofrutta fresca, verdura e frutta pronta al consumo, carni, latte e latticini, frutta secca ed essiccata, ortaggi surgelati, passate e polpe di pomodoro, legumi in scatola, succhi e nettari di frutta, spremute fresche di agrumi, ora si arricchisce di un altro importante prodotto: la pasta.

L'assemblea dei soci ha infatti deliberato la concessione della licenza del marchio Almaverde Bio alla società A.S.T.R.A. Bio di Piadena (CR) per tutto il comparto della pasta secca di semola e all'uovo comprese le paste integrali, al farro, al kamut e quelle speciali.

Dal 12 aprile, inoltre, Almaverde Bio riproporrà sui canali televisivi nazionali la campagna pubblicitaria, già presentata in anteprima nel mese di dicembre.

Fonte: www.greenplanet.net

Bionet - Scopri le Scienze della Vita

In questi giorni andando alla ricerca di una documentazione obiettiva riguardo le biotecnologie, per pubblicare l'articolo "Le biotecnologie al servizio dell'uomo", mi sono imbattuto in un sito internazionale molto interessante: Bionet

Tradotto in 10 lingue, Bionet è suddiviso in 6 macro-sezioni:
  • Cellule staminali
  • Vivere più a lungo
  • Vivere con l'HIV
  • Un bambino su misura?
  • L'alimento del futuro
  • Di chi sono i tuoi geni?

Visita il sito BIONETQuesto sito, realizzato da otto musei e centri scientifici europei e da ECSITE, è impostato sullo stile delle F.A.Q. (Frequency Asked Questions). Ogni macro-sezione è suddivisa in sotto-sezioni che a fronte di brevi descrizioni presentano poi una serie di domande e risposte. Le risposte sono date con due filosofie diverse: quelle dei sostenitori e quelle dei detrattori delle nuove tecnologie.

Questo stile di presentazione mette a proprio agio il lettore, che non si sente condizionato direttamente dal pensiero dell'autore, ma viene messo nelle condizioni, sulla base delle spiegazioni riportate, di decidere con la propria testa e crearsi un'opinione propria e personale.

Un sito scientifico sì, ma anche 'democratico'. La sua consultazione approfondita non richiede più di un'ora di tempo, ma grazie agli argomenti ben ordinati e definiti può essere consultato in 6 tappe, una per ogni macro-sezione.

Salvate il link nei vostri Preferiti e tenetelo presente, in qualsiasi momento questo sito sarà in grado di dare una risposta obiettiva ad ogni vostra domanda.

Carlo Clara

Poultrynet


Le biotecnologie al servizio dell'uomo

L'opinione pubblica inorridisce solo a sentir parlare di biotecnologie perché immagina chissà quali stregonerie ci stanno dietro. Troppi i detrattori che con false motivazioni denigrano il lavoro di scienziati che dedicano la loro vita al progresso sostenibile.

Nel caso delle biotecnologie ci troviamo nella stessa condizione diametralmente opposta del biologico: mentre il biologico tutti lo decantano, il biotecnologico tutti lo condannano. La cosa grave è che la maggior parte delle volte, chi più alza la voce lo fa senza alcuna cognizione di causa.

Come accade sempre in tutte le cose, il bene e il male non sono mai tutti da una parte. Innalzare le biotecnologie a panacea per la fame e la salute nel mondo sarebbe esagerato, come del resto lo è criminalizzandole arbitrariamente, ma dobbiamo anche considerare che senza le biotecnologie, l'umanità nei prossimi anni non potrà più andare avanti. Come l'energia nucleare quando tutte le scorte di petrolio saranno esaurite.

La doppia elica del DNALe biotecnologie fondano la loro scienza sullo studio del DNA ed è quello che stanno facendo i più illustri scienziati nel mondo per tentare di sconfiggere il cancro, visto che con i metodi e i rimedi tradizionali ben pochi successi sono stati raggiunti. E che dire delle ricerche sulle malattie genetiche che da anni si stanno compiendo, sponsorizzate anche da iniziative tipo Telethon? E la ricerca sulla malattia di Alzheimer? Lo studio del DNA è ormai in stadio avanzato e nel prossimo futuro probabilmente ci darà risultati tangibili salvando numerose vite umane.

Vi sono poi le biotecnologie applicate all'agricoltura, che consistono in selezioni particolari e modificazioni genetiche di materie prime (es.: mais, soia, barbabietola...) da destinare all'alimentazione animale.

Questi studi sono sempre stati guardati con sospetto dall'opinione pubblica, non tanto per la consapevolezza di eventuali rischi che non sono stati ancora dimostrati, ma forse e soprattutto perché di queste tecnologie sono proprietarie potenti multinazionali. Se le ricerche biotecnologiche venissero concentrate soprattutto a livello pubblico e non rimanere appannaggio dell'industria privata, probabilmente lo scenario darebbe diverso.

Molti allarmismi sono infatti ingiustificati. A tale proposito occorre ricordare che in uno studio di Aumaitre (2003), in cui sono stati riassunti i risultati di 66 pubblicazioni scientifiche dagli anni '90 fino al 2003 riguardante gli effetti della presenza di vegetali geneticamente modificati nell'alimentazione di animali di interesse zootecnico a partire dai polli fino alle vacche da latte, non sono mai stati evidenziati effetti negativi sulla crescita degli animali, sulla resa alla macellazione, sulla digeribilità degli alimenti e nemmeno sulle condizioni di salute degli animali allevati.

Altresì è emerso il fatto che i vegetali geneticamente modificati resistenti agli insetti come il Bt-mais (contiene un gene prelevato dal Bacillus Thuringieansis - utilizzato anche in agricoltura biologica - che produce una sostanza tossica per gli insetti) hanno una minore possibilità di essere contaminati da micotossine e pesticidi e sono qualitativamente migliori per gli animali: alcune micotossine infatti, come le aflatossine, sono cancerogene e scongiurare la loro presenza nell'alimentazione è estremamente doveroso per la salute.

Per farvi un'idea obiettiva sui pro e i contro delle moderne biotecnologie applicate all'agro-alimentare, vi consigliamo di leggere la presentazione redatta dal prof. G.Bertoni dell'Istituto di Zootecnia della Facoltà di Agraria - Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, dove in modo chiaro ed esaustivo illustra tutte le problematiche connesse, sfatando tanti luoghi comuni, con estrema professionalità e pacatezza: "Applicazioni biotecnologiche: aspetti etici e culturali".

Un altro sbocco delle biotecnologie è lo studio sulle possibilità di produrre sostanze bioattive nell'uovo di gallina. Se fino ad oggi infatti, la scienza tradizionale e i nutrizionisti sono riusciti, bilanciando l'alimentazione delle galline ovaiole, a produrre uova ad elevato tenore di omega 3, che ha la prerogativa di agire sul colesterolo buono (LDL) innalzandolo e riducendo il contenuto di HDL, i biotecnologi ora, grazie alle nuove conoscenze, stanno studiando su un progetto molto ambizioso: utilizzare l'uovo come produttore di anticorpi nei confronti di microorganismi resistenti agli antibiotici e non solo.
Il progetto, quando verrà portato a termine, ci consentirà di avere delle armi efficacissime per combattere i germi più resistenti e i virus più patogeni.

Non è fantascienza, nel 2007 alcuni ricercatori del Roslin Institute, in collaborazione con la Viragen e la Oxford BioMedica, hanno brevettato una gallina transgenica in grado di produrre uova arricchite di anticorpi monoclonali e interferone. Altri ricercatori hanno ottenuto interferone umano β-2b (hIFN) nell'albume di galline transgeniche. Si stanno aprendo quindi nuove frontiere per la salute umana e con il semplice gesto di bere un uovo, in futuro potremo curarci per molte malattie, senza l'ausilio di farmaci.

Per il momento però rimaniamo con i piedi per terra e limitiamoci ad osservare e considerare tutti gli sforzi che ricercatori di mezzo mondo stanno compiendo per la nostra salute, vigiliamo però affinché qualcuno, facendosi prendere la mano, non varchi le barriere dell'etica.

Ben vengano quindi le biotecnologie se servono per sfamare il pianeta, salvaguardare la nostra salute e quella degli animali d'allevamento, ma al bando tutte le sperimentazioni senza chiari obiettivi di utilità e inquadrabili solo come virtuosismi scientifici.

Poultrynet

L'evoluzione di un pulcino

Abbiamo reperito questo interessantissimo video che con immagini di alta qualità illustra tutte le tappe della vita embrionale di un pulcino dal concepimento alla schiusa.

E' un filmato che riteniamo educativo, soprattutto per i bambini e facilita notevolmente l'opera del genitore di quando viene messo alle strette dal proprio figlio e si deve cimentare nel trovare la migliore risposta alla solita e fatidica domanda di ogni bambino: "Papà, come nascono i bambini?".

Poultrynet

Costi di produzione del pollo da carne (broiler)

In agricoltura, a fronte di prezzi elevati sul banco del supermercato ritroviamo spesso costi di produzione che sono pari ai prezzi spuntati dagli agricoltori. Quando va bene. In certi periodi addirittura, i costi di produzione sono superiori a quelli spuntati sul mercato. La zootecnia e il comparto avicolo non si discostano da questa regola.

Il mercato è normalmente regolato sulla legge della domanda e dell'offerta. E' una legge alla quale non si sottrae nessuno. Guardiamo ad esempio il mercato azionario o il mercato dell'automobile. Al calo della domanda i prezzi scendono, troppa offerta sul mercato fa addirittura precipitare i prezzi, mentre con l'aumentare della domanda ed un'offerta ponderata, i prezzi salgono. Nessun genere di prodotti si sottrae a questa legge, ma le categorie più penalizzate rimangono sempre l'agricoltura e la zootecnia. Tutti i prodotti agrozootecnici vengono quotati nei mercati e sono, un pò come i titoli azionari, alla mercè di speculazioni e nonostante il comparto avicolo sia rappresentato per la maggioranza da grossi gruppi dell'industria alimentare, il coltello dalla parte del manico è sempre dall'altra parte.

E' la grande distribuzione che alla fissa i capitolati di produzione e stabilisce i prezzi. E l'industria avicola? Deve sottostare suo malgrado. Ci troviamo così ad assistere a situazioni paradossali dove, a fronte di costi di produzione medio di 1,15 € di un pollo da carne, in certi periodi si riesce a fatica a spuntare un misero euro, perdendo mediamente 15 centesimi ogni chilo di carne, che moltiplicato per le migliaia di tonnellate prodotte, creano deficit impressionanti. Per non parlare del settore tacchini, che è continuamente in perdita.

E' inaudito che prodotti di tal elevata qualità, dalle caratteristiche nutrizionali incomparabili, vengano quotati a prezzi irrisori, a prezzi di poco superiori a costo del mangime per produrli.

Vediamo ora una tabella dei costi di produzione degli ultimi 3 anni elaborata dal Centro Ricerche Produzioni Animali

Tabella costi produzione broilers - Fonte CRPAPossiamo osservare nella tabella a fianco la ripartizione dei costi di produzione di un broiler. Come si può facilmente notare, la voce di costo che incide maggiormente è quella relativa all'alimentazione, che negli ultimi tre hanno ha avito una vera e propria impennata, dovuti agli aumenti dei costi delle materie prime costituite in particolare da mais, frumento e soia.
Un aumento considerevole anche sul fronte energia, con un +30%.

Manodopera, medicinali, costi vari di gestione e cattura sono rimasti invariati. Resta il fatto però che in 3 anni il costo è schizzato in alto di circa il 20%.

E' una situazione veramente al limite e solo l'organizzazione, l'ottimizzazione e la tenacia dell'industria avicola riescono a far fronte a tali congiunture sfavorevoli. Negli ultimi mesi, per fortuna, il costo di produzione è inferiore a quello di mercato, grazie anche alla riduzione delle materie prime, e alla professionalità di veterinari e tecnici nel mettere in pratica tutte le norme di biosicurezza che prevenendo le patologie, consentono di abbassare i costi alla voce 'medicinali' e di implementare le rese al macello riducendo gli scarti.

Si lavora sul filo del rasoio e si spera solo che le attuali quotazioni possano restare stabili per molto tempo in modo da ammortizzare le perdite di quei periodi che la vendita veniva fatta sotto costo.

Poultrynet

Mercato Avicolo: un anno di quotazioni del broiler

Nel comparto avicolo italiano, il settore broiles nell'ultimo ha avuto una buona performance e tenuto valori soddisfacenti, consentendo di recuperare le spese di produzione e mantenere alta la guardia delle biosicurezze nell'ottica della prevenzione delle patologie.

L'andamento del mercato industriale nell'anno mobile da Marzo 2008 a Marzo 2009 ha manifestato una buona tenuta di valore, con un minimo di 0,93 € di Aprile 2008 e un massimo di 1,15 € relativo a dicembre 2008. Il 2009 è ripartito su una buona scia e le quotazioni medie di Marzo hanno segnato 1,14 €.

Il mercato di Verona del 10 Aprile ha segnato un record di 1,23-1,25 € sul pollo pesante a pigmentazione bianca e le prospettive a medio termine sono di una tenuta dei prezzi.

L'aspetto sconcertante invece, è la differenza delle quotazioni all'ingrosso, con un gap molto sostenuto rispetto alle quotazioni industriali.

Quotazioni Industriali

Quotazioni polli all'origine - Fonte ISMEA

m1 - mar 2008 1,06
m2 - apr 2008 0,93
m3 - mag 2008 1,09
m4 - giu 2008 1,09
m5 - lug 2008 1,07
m6 - ago 2008 1,09
m7 - set 2008 1,02
m8 - ott 2008 1,09
m9 - nov 2008 1,05
m10 - dic 2008 1,15
m11 - gen 2009 1,13
m12 - feb 2009 1,06
m13 - mar 2009 1,14




Quotazioni Ingrosso

Quotazione polli all'ingrosso - Fonte ISMEA

m1 - mar 2008 2,15
m2 - apr 2008 1,96
m3 - mag 2008 2,17
m4 - giu 2008 2,22
m5 - lug 2008 2,15
m6 - ago 2008 2,24
m7 - set 2008 2,17
m8 - ott 2008 2,89
m9 - nov 2008 2,91
m10 - dic 2008 3,09
m11 - gen 2009 3,01
m12 - feb 2009 2,88
m13 - mar 2009 2,93



Come si può notare dai grafici, se nell'Aprile 2008 la quotazione industriale era di 0,93 € e i prezzi all'ingrosso di 1,96 € con un ricarico del 110,75%, nel Dicembre 2008 la quotazione industriale si è portata a 1,15 € e quella all'ingrosso a 3,09 € con un ricarico del 168,70%. Se poi consideriamo che i costi dei trasporti e dell'energia in generale sono in calo, il fenomeno si spiega ancora meno.

Sorge quindi spontaneo chiedersi in base a quale logica di mercato, quando i prezzi all'origine sono contenuti, i margini dei grossisti si mantengono su livelli accettabili, e quando i prezzi all'origine aumentano, anche di poco, i margini dei grossisti salgono a dismisura.

Poultrynet

Dati ed elaborazioni: ISMEA

Benessere animale e qualità dell'aria

Il titolo potrebbe prestarsi a mille interpretazioni di carattere ambientale, ma in questo caso tratteremo esclusivamente di benessere animale correlato alle condizioni di microclima dell'allevamento.

Pulcini di un giorno di vitaI moderni allevamenti avicoli sono universalmente dotati di capannoni ed attrezzature in grado di soddisfare pienamente le specifiche esigenze degli animali sotto l'aspetto della salute e del benessere.

Sia che si tratti di capannoni alquanto datati, che di capannoni di recente realizzazione, grande attenzione è stata concentrata sul fattore microlima e in particolare su ventilazione e ricambio d'aria. A ventilazione naturale, forzata o mista, sono in grado tutti di assolvere al loro compito. La densità di allevamento poi, influenza in modo determinante la qualità dell'aria e pertanto, maggiore sarà la densità e più efficienti dovranno essere i sistemi di estrazione e ricambio dell'aria. Esistono tabelle specifiche e norme legislative sull'argomento per chi volesse approfondire con un approccio di livello tecnico-manageriale, noi ci soffermeremo sui concetti generali.

L'esigenza di un microclima ottimale nell'allevamento è quindi fondamentale. Temperatura, umidità, luce e qualità dell'aria sono fattori inscindibili. Se i primi tre sono da tarare in funzione delle specie allevate e dei periodi di produzione, la qualità dell'aria e invece un parametro comune per tutti e di basilare importanza.

Nell'aria che respiriamo, a parte gli agenti inquinanti tipici del progresso e della scarsa attenzione per la natura avuta nel recente passato, nei capannoni avicoli invece, dovremmo riscontrare un'aria ancora migliore, vista la delicatezza dell'apparato respiratorio dei giovani volatili. E così è quando tutte le apparecchiature funzionano a dovere.
I problemi capitano invece quando in un capannone, progettato per un determinato numero di animali, se ne immettoni quantitativi superiori o quando, per qualche problema intestinale, si bagna la lettiera e tutti i parametri della qualità dell'aria si compromettono.

Un riscaldamento non opportunamente regolato può far innalzare vistosamente il livello di CO2 (anidride carbonica) nella pulcinaia, un sistema di ventilazione sottodimensionato o non tarato opportunamente, può far invece innalzare i livelli di NH3 (ammoniaca).

Molecola bidimensionale dell'AmmoniacaUn innalzamento di NH3 causa di conseguenza un aumento di azoto nell'ambiete a scapito dell'ossigeno, che scende a livelli di guardia soprattutto nelle zone basse del capannone, proprio dove razzolano i polli. L'ammoniaca di per sé stessa è poi notevolmente irritante e se supera la soglia di 10-20 p.p.m. può causare infiammazioni all'apparato respiratorio, malattie agli occhi (cheratocongiuntivite), peggioramento delle performances produttive, fino a provocare la morte dei soggetti.

Si tratta ovviamente di situazioni limite, che potevano accadere nel passato più lontano e che oggi, grazie alle conoscenze specifiche, alle migliori attrezzature e agli standard di allevamento più avanzati sono ormai solo un lontano ricordo. L'attenzione tuttavia è sempre alta, e con il monitoraggio costante si previene tutta una serie di patologie a tutto vantaggio del benessere animale e della resa produttiva.

Per concludere, vogliamo recitare una sorta di massima:"Non esiste redditività senza il benessere animale".

Poultrynet

Cheratocongiuntivite

Una malattia che ri riscontrava abbastanza frequentemente negli anni passati, quando l'avicoltura intensiva muoveva i primi passi, la Cheratocongiuntivite è una patologia che si ripresenta molto raramente e solo in seguito ad incidenti.

Si può osservare nei broilers ed è provocata dai vapori di ammoniaca che si sprigionano da lettiere poco igieniche in capannoni dotati di scarsa ventilazione. In particolare, le deiezioni immediatamente dopo l'espulsione e durante la loro decomposizione sviluppano notevoli quantità di ammoniaca.

I sintomi sono evidenti: animali abbattuti che presentano penne arruffate, occhi chiusi e fotofobia. Penne della regione della spalla bagnate e insudiciate dall'essudato oculare, poiché a causa dell'irritazione i soggetti colpiti tendono a strofinarsi gli occhi. Palpebre gonfie, talvolta congiuntive emorragiche e ulcere corneali che spesso causano lesioni permanenti, completano il quadro sintomatologico.

Per causare questi sintomi sono sufficienti 50 p.p.m. di ammoniaca nell'aria. E' doveroso considerare inoltre, che la cheratocongiuntivite è solo la spia più evidente di una patologia spesso più complessa. Già in quantità inferiori l'ammoniaca è in grado di provocare danni gravi all'organismo, procurando lesioni all'apparato respiratorio e calo generale delle difese immunitarie e a concentrazioni maggiori addirittura la morte degli animali stessi.
E' proprio il caso di dire quindi, teniamo d'occhio i nostri polli. Veterinari, tecnici e allevatori scrupolosi alle prime percettibili esalazioni di ammoniaca intervengono immediatamente con dei controlli anche a livello intestinale per evidenziareeventuali patologie. Enteriti, dismetabolismi microbici intestinali o coccidiosi infatti, possono causare diarrea e bagnare la lettiera, aumentando le emissioni di ammoniaca.

Poultrynet

5th International Symposium on Turkey Production

Steglitz HotelCome da noi precedentemente annunciato, a Berlino (D), dal 28 al 30 Maggio 2009 si svolgerà il 5° Simposio Internazionale sulla Produzione del Tacchino.

Organizzato dal prof. Hafez M.Hafez dell'Istituto di Patologia Aviare della Freie Universität Berlin e con il patrocinio della World’s Poultry Science Association - Federation of European Branches, vedrà la partecipazione di relatori e specialisti da ogni parte del mondo.

Prevista una massiccia rappresentanza dell'elìte italiana, con la presenza di docenti universitari, di veterinari e tecnici dell'industria avicola, nonché veterinari delle A.S.L. e Istituti Zooprofilattici.

Interscambi culturali e di esperienze pratiche a 360° renderanno questo convegno un appuntamento irrinunciabile.


Scheda del Convegno

Institute of Poultry Diseases - Free University Berlin
World’s Poultry Science Association - Federation of European Branches

5th International Symposium on Turkey Production

Berlin, Germany 28th - 30th May 2009

Steglitz Hotel - Conference RoomHotel Steglitz International
Albrechtstraße 2, 12165 Berlin-Steglitz

Contact address:
Prof. Dr. H. M. Hafez
Institute of Poultry Diseases
Free University Berlin, Königsweg 63, 14163 Berlin, Germany
Tel +49(30)83862677 - Fax +49(30)83862690


Programma Scientifico

Thursday, 28th May 2009

10:00 - 13:30 Registration
13:30 - 14:00 Welcome address

Production and Rearing Management

14:00 - 14:30 Simons, J. (USA)
Food economics and consumer choice - Why agriculture needs technology to help meet a growing demand for safe, nutritious and affordable food
14:30 - 15:00 Müller, A. P. (Brasil)
Turkey production in Brasil
15:00- 15:20 Uckun Sait Ucan (Turkey)
A general evaluation of turkey Production in Turkey
15:20 - 15:40 Bosse, H. (Germany)
Turkey Rearing - Recent advances in housing and equipment
15:40 - 16:00 Norci, C. (Italy)
Practical management aspects of broody control
16:00 - 16:30 Blaha, T. (Germany)
Biosecurity: Yesterday, Today and Tomorrow
16:30 - 17:00 Coffee break

Nutrition

17:00 - 17:20 Youssef, I.M.I., A. Beineke and J. Kamphues (Germany)
Effects of soybean meal and its constituents (potassium, oligosaccharides) and moisture content in litter on prevalence and severity of foot pad dermatitis in young turkeys
17:20 - 17:40 Bank, S., L. Koddebusch and J. Kamphues (Germany)
Digestibility of diets (consisting of supplementary feed and wheat as well as of wheat) in fattening turkeys related to wheat treatment (intact, crushed, ground)
17:40 - 18:00 Lemme, A and H. Meyer (Germany)
Impact of methionine sources on performance of heavy turkeys
18:00 - 18:20 Kozlowski, K. (Poland)
The standardized pre-caecal digestibility of amino acids of SBM and wheat in young turkeys

Friday, 29th May 2009

Production and Welfare

09:00 - 09:20 Beletsky, E.M., R.O. Kulibaba and O.V. Terestchenko (Ukraine)
Incubation behaviour in turkey-hens and some ways of its prevention
9:20 - 9:40 Kulibaba R.O., E.M. Beletsky and O.V. Terestchenko (Ukraine)
Prevention of the incubation behaviour expression in turkey-hens using bromocriptine and heightened zinc content in the diet
9:40 -10:00 P.Custodis, B.Berenfeld, H.Hünigen, K.Mainzer, H.M.Hafez, J.Plendl (Germany)
A comparative study on proventriculus and gizzard of a modern and a wild-type turkey line
10:00 - 10:20 H.Hünigen, B.Berenfeld, P.Custodis, K.Mainzer, H.M.Hafez, J.Plendl (Germany)
A comparative study on large intestine of a modern and a wild-type turkey line
10:20 - 10:50 Ferket, P. (USA)
Leg problems in turkeys
10:50 - 11:10 Coffee break
11:10 - 11:30 Berk Jutta (Germany)
Effects of different types of litter on performance and pododermatitis in male turkeys
11: 30 - 11: 50 Bessei, W. (Germany)
Environmental enrichment and welfare in growing turkeys
11:50 - 12:10 Mitterer-Istyagin, H., M. Ludewig, R. Ellerich, K. Cramer, T.Bartels, K. Fehlhaber and M.-E. Krautwald-Junghanns (Germany)
Animal welfare and commercial turkey rearing: Results of the post-mortem-inspection of commercial turkeys at the processing plant
12:10 - 12:30 Montella, L. (Italy)
Report on 8th European Symposium on Poultry welfare
12:30 - 14:00 Lunch

Production and Intestinal Integrity

14:00 - 14:30 Windhorst, H.-W. (Germany)
The dynamics of turkey meat production and trade
14:30 - 14:50 Herlyn, E. (Germany)
Volatile energy prices and uncontrollable feed markets - which future situations must turkey producers be prepared for?
14:50 - 15:20 Uni, Z. (Israel)
Post-hatch Development of Small Intestinal Function in the Poults and influence factors
15:20 - 15:40 Zadjian, C. (France)
Health Tracking System a new system to manage Intestinal Integrity in Turkeys
15:40 - 16:00 Schwarzer, K. (Belgium)
Improving gut development and supporting animal health through target released feed additives
16:00 - 16:30 Coffee break
16:30 -17:00 Tellez, G. (USA)
The use of Probiotics in turkeys
17:00 -17:30 Hargis, B. (USA)
Evidence for Clostridium septicum as a primary cause of cellulitis in commercial turkeys
17:30 - 17:50 Gad, W., R. Hauck, M. Krüger and H.M. Hafez (Germany)
Clostridium perfringens in commercial turkey flocks in Germany
17:50 - 18:10 Radu, J. (USA)
The Importance of Coccidia Oocyst Shedding Pattern in Commercial Turkey Flocks in USA
17:10 - 18:30 Bostvironnois, C. (Belgium)
Managing differently the anticoccidial program leads to better Intestinal Integrity - Field experiences

20:00 Symposium Dinner

Saturday, 30th May 2009

Turkey Diseases

09:00 - 09:20 Maurel, S., D. Toquin, M. Le Men, M. Queguiner and N. Eterradossi (France)
Molecular epidemiology study of turkey astroviruses in France
09:20 - 09:40 Liebhart, D., M. Windisch, and M. Hess (Austria)
Oral infection of turkeys with in vitro propagated Histomonas meleagridis
09:40 - 10:00 Hauck, R, S. Balczulat and H.M. Hafez (Germany)
Molecular investigations on Histomonas meleagridis detected in Germany between 2004 - 2009
10:00 - 10:20 Hafez, H.M., A. Lotfi, R. Hauck and K. De Gussem (Germany & Belgium)
Efficacy of Paromomycin in the feed against Histomonas meleagridis in experimentally challenged turkey poults.
10:20 - 10:40 Kempf, I. (France)
Impact of Paromomycin treatment on antimicrobial resistance of the digestive flora of turkeys
10:40 - 11:00 Coffee break
11:00 - 11:20 Hazel, K. (UK)
Hepatic Lipidosis: Is Carnitine deficiency the underlying cause?
11:20 - 11:40 Gregersen, R.H., A.M. Bojesen, H. Christensen and M.Bisgaard (Denmark)
Molecular characterization of APEC – a precondition for proper understanding and handling of outbreaks
11:40 - 12:00 Günther, R. (Germany)
Unusual outbreak of Pasteurella multocida spp. septica in a turkey flock
12:00 - 12:20 Grabkowsky, B. (Germany)
Qualitative GIS-based risk assessment of avian influenza introduction in the EU-27
12:20 - 12:40 Behr, K.-P., U. Gerdes and K.-W. Paschertz (Germany)
Low Pathogenic Avian Influenza H5N3 in North-West Germany: Spread and Control
12:40 - 13:00 Aly, M. (Egypt)
Current situation of Avian Influenza (H5N1) in Egypt
13:00 - 13:20 Summary and conclusions

Poultrynet