Non demonizziamo gli allevamenti...
Ogni giorno sentiamo martellanti le critiche nei confronti degli allevamenti industriali, che vengono accusati di essere i maggiori produttori di gas serra e di essere in competizione con l'uomo per le produzioni alimentari e gli agrocarburanti.
Vengono accusati inoltre gli allevamenti estensivi di bovini, i cui pascoli sottraggono spazio alle colture. Ma andiamo!!!
Sembra una congettura politica trasversale, atta a mettere in ginocchio una realtà produttiva a livello mondiale, efficente e determinante per una economia sostenibile. Essì, sostenibile!
Le varie associazioni animaliste, verdi, ecc... sostengono che gli allevamenti di animali destinati all'alimentazione umana sono dannosi per il nostro ecosistema. Dapprima accusano gli allevamenti intensivi, sul banco degli imputati per le emissioni di gas serra, per poi spingersi verso gli allevamenti estensivi, rei di sottrarre spazio all'agricoltura con i loro pascoli.
Tutti poi spingono nella direzione dell'allevamento biologico, non accorgendosi della contraddizione. Senza nulla togliere a questo tipo di allevamento, i cui vantaggi in termini alimentari sono ancora tutti da dimostrare (business a parte), è pur sempre un tipo di allevamento a scarsa resa. Spieghiamoci meglio! Se per un pollo di allevamento intensivo è sufficiente circa 1,5 kg di mangime per produrre un chilogrammo di carne, per un pollo biologico è necessaria una dose di alimento decisamente superiore, per tempi di produzione triplicati e spazi impiegati dieci volte più ampi. Un anacronismo visto le premesse.
Probabilmente, e non so per quali interessi, tutti cercano di farci diventare vegetariani, una filosofia che rispetto, ma della quale non condivido il pensiero.
Alla fine secondo loro dovremmo nutrirci di mais, frumento e soia (i principali componenti dei mangimi per animali d'allevamento) per poi affrontare una carestia a livello mondiale a causa dell'eccessiva produzione di biodiesel. Vedremo in quel mondo surreale degno di Aldous Huxley (Il Mondo Nuovo, 1932), umani che spillerano il biocarburante dalle macchine in sosta per cibarsene.
Senza arrivare a questi eccessi, e senza nulle togliere al capolavoro di questo scrittore che già nel lontano '32 aveva descritto un mondo al quale piano piano ci stiamo avvicinando, la giusta via sta come sempre nel mezzo. Finiamola con la 'moda' della demonizzazione ad ogni costo e valutiamo i vantaggi e gli svantaggi in ogni aspetto della vita quotidiana.
La carne fa bene? La carne fa male? Tutte e due le risposte sono esatte! E prossimamente sviscereremo anche questo argomento, con l'aiuto di esperti nutrizionisti.
In questo articolo voglio solamente focalizzare il fatto che la carne è necessaria per una sana e corretta alimentazione e che gli allevamenti industriali sono il mezzo migliore per ottimizzare le risorse di materie prime vegetali e convertirle in carne con costi contenuti e qualità controllata e garantita dalle filiere alimentari.
La carne avicola in questo contesto la fa da padrone, perché a fronte di qualità e controlli sanitari elevatissimi offre un prodotto dalle caratteristiche nutrizionali ed organolettiche eccellenti.
Onore al merito quindi a quei pioneri che decenni fa intrapresero l'avventura della produzione avicola su scala industriale e oggi ci possono offrire una scelta di prodotti sicuri e garantiti a costi accessibili a tutti.
Carlo Clara
Vengono accusati inoltre gli allevamenti estensivi di bovini, i cui pascoli sottraggono spazio alle colture. Ma andiamo!!!
Sembra una congettura politica trasversale, atta a mettere in ginocchio una realtà produttiva a livello mondiale, efficente e determinante per una economia sostenibile. Essì, sostenibile!
Le varie associazioni animaliste, verdi, ecc... sostengono che gli allevamenti di animali destinati all'alimentazione umana sono dannosi per il nostro ecosistema. Dapprima accusano gli allevamenti intensivi, sul banco degli imputati per le emissioni di gas serra, per poi spingersi verso gli allevamenti estensivi, rei di sottrarre spazio all'agricoltura con i loro pascoli.
Tutti poi spingono nella direzione dell'allevamento biologico, non accorgendosi della contraddizione. Senza nulla togliere a questo tipo di allevamento, i cui vantaggi in termini alimentari sono ancora tutti da dimostrare (business a parte), è pur sempre un tipo di allevamento a scarsa resa. Spieghiamoci meglio! Se per un pollo di allevamento intensivo è sufficiente circa 1,5 kg di mangime per produrre un chilogrammo di carne, per un pollo biologico è necessaria una dose di alimento decisamente superiore, per tempi di produzione triplicati e spazi impiegati dieci volte più ampi. Un anacronismo visto le premesse.
Probabilmente, e non so per quali interessi, tutti cercano di farci diventare vegetariani, una filosofia che rispetto, ma della quale non condivido il pensiero.
Alla fine secondo loro dovremmo nutrirci di mais, frumento e soia (i principali componenti dei mangimi per animali d'allevamento) per poi affrontare una carestia a livello mondiale a causa dell'eccessiva produzione di biodiesel. Vedremo in quel mondo surreale degno di Aldous Huxley (Il Mondo Nuovo, 1932), umani che spillerano il biocarburante dalle macchine in sosta per cibarsene.
Senza arrivare a questi eccessi, e senza nulle togliere al capolavoro di questo scrittore che già nel lontano '32 aveva descritto un mondo al quale piano piano ci stiamo avvicinando, la giusta via sta come sempre nel mezzo. Finiamola con la 'moda' della demonizzazione ad ogni costo e valutiamo i vantaggi e gli svantaggi in ogni aspetto della vita quotidiana.
La carne fa bene? La carne fa male? Tutte e due le risposte sono esatte! E prossimamente sviscereremo anche questo argomento, con l'aiuto di esperti nutrizionisti.
In questo articolo voglio solamente focalizzare il fatto che la carne è necessaria per una sana e corretta alimentazione e che gli allevamenti industriali sono il mezzo migliore per ottimizzare le risorse di materie prime vegetali e convertirle in carne con costi contenuti e qualità controllata e garantita dalle filiere alimentari.
La carne avicola in questo contesto la fa da padrone, perché a fronte di qualità e controlli sanitari elevatissimi offre un prodotto dalle caratteristiche nutrizionali ed organolettiche eccellenti.
Onore al merito quindi a quei pioneri che decenni fa intrapresero l'avventura della produzione avicola su scala industriale e oggi ci possono offrire una scelta di prodotti sicuri e garantiti a costi accessibili a tutti.
Carlo Clara




