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Ennesimo attacco della LAV...

E' di questi giorni la nuova, l'ennesima, crociata della LAV nei confronti della carne, in concomitanza con l’uscita del romanzo-inchiesta di Jonathan Safran Foer “Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?”

Dopo aver solcato ogni terreno e cavalcato ogni onda e fatto sentire il consumatore di carne uno spietato assassino, con scarsi risultati, visto che la tendenza del consumo di carne è stabile, ora cercano di convincerlo che la carne è pericolosa per la sua salute.

Secondo le stime da loro riportate, il 'carnivoro' ingurgita 87 chilogrammi di carne ogni anno. Dal momento che, sempre secondo queste stime, ogni animale d'allevamento intensivo assume 100 mg. di antibiotico per ogni kg. di carne prodotta, ogni 'umano carnivoro' introdurrebbe nel proprio organismo 9 gr. di antibiotico/anno, pari a quattro 'terapie'.

Ora, sempre che la matematica non sia un'opinione, i grammi di antibiotico dovrebbero essere 8,7 e non 9 come riportato, derivante dalla moltiplicazione di 100 mg. per 87 kg. Se teniamo presente poi che la resa in carne edibile di un animale è di circa il 50-60% a seconda della specie, arriviamo ad avere un risultato di circa 4-5 gr. di antibiotico.

Ottimo! Le 'terapie', se avete seguito il ragionamento, si riducono a due sole e non quatto come da loro affermato. Ma anche questo dato è errato. Una normale terapia antibiotica di una persona adulta, dura in media 5 giorni al dosaggio di 2 gr. al giorno per una somministrazione totale di principio attivo di 10 grammi (dosaggio dell'Amoxicillina). In questo caso vediamo quindi che il quantitativo di farmaco che ci è risultato prima non basta nemmeno a coprire mezza delle 'terapie' annunciate.

Dopo aver confutato quei calcoli di matematica filosofica, torniamo alla realtà, che è ben diversa da come da loro esposta. Innanzitutto, quei fantomatici 100 mg. per chilo da loro riportati sono tutti da dimostrare e da analizzare in dettaglio. Secondo luogo, dal loro calcolo traspare che ogni singolo mg. ingerito da un animale d'allevamento, verrebbe trasferito al 100% nella carne che noi mangiamo. Terzo luogo, dimenticano che ogni qualsiasi farmaco somministrato ad animali destinati all'alimentazione umana, è soggetto ad un tempo di sospensione ben definito e da rispettare per legge. Durante questo periodo di tempo, il farmaco viene eliminato da reni, fegato ed intestino dell'animale e le carni risultano quindi prive di residui.

A garanzia del consumatore provvedono veterinari delle aziende, con prescrizioni secondo i temini di legge, i veterinari delle ASL con i loro controlli in fase di macellazione, i NAS con i controlli a livello di distribuzione finale. Un sistema collaudato ed efficiente al fine di garantire un prodotto sano che non arrechi danno alla salute.

Molto probabilmente i tanto da loro decantati prodotti vegetali, preziosi per la salute, non subiscono tutti i controlli ai quali sono sottoposte le carni e chi ci garantisce quindi dell'assenza di nitriti, nitrati, coliformi, antibiotici e pesticidi? Evitate la verdura da foglia e prediligete quella da frutto (pomodori, melanzane, zucchini...), bel lavata e soprattutto ben cotta. E' meglio non mettere a repentaglio la propria salute, rischiando intossicazioni o epatiti.

Ma si sà, quando si vuol portar l'acqua al proprio mulino, ogni mezzo sembra lecito.

Ai posteri l'ardua sentenza!

Carlo Clara

Il surrogato di pollo!

Non ne avevamo abbastanza di tutte quelle mistificazioni alimentari che tentando di imitare il sapore di una cosa in realtà ce ne fanno ingurgitare un'altra. Quando ci si addentra in questi argomenti, alla fine salta sempre fuori il protagonista involontario: la Soia.

Essì, proprio la Soia. In tempi ormai lontani l'industria alimentare incominciò a 'costruire' bistecche e spezzatini a base di soia: immangiabili, se paragonate alla carne di manzo.
Negli scaffali di tutti i supermercati troviamo anche il latte di soia. Qualcuno ha provato ad assaggiarlo? Mi domando che senso ha produrre determinati alimenti organoletticamente modificati quando la natura offre di meglio a costi più contenuti.

Permettetemi, ma se voglio a tutti costi nutrirmi con proteine di origine vegetale, la natura offre alimenti molto più gustosi, che non necessitano di manipolazioni chimiche e meccaniche per renderli edibili.

Come se non bastasse invece, è di poche settimane fà la notizia che il College of Agricolture, Food and Natural Resources e il College of Engineering del Missouri (U.S.A.) hanno reinventato la carne di pollo. Mediante un processo di estrusione ad elevata temperatura sono riusciti a produrre un impasto che imita la consistenza della carne avicola. Coloranti ed aromi poi hanno fatto il resto. Target dell'invenzione, i vegetariani di tutto il mondo.

Mi piacerebbe sentire il parere dei vegetariani veri, i vegan, riguardo questa nuova 'scoperta'. Anche se il buonsenso mi spinge a pensare che i fruitori di questa ennesima manipolazione alimentare saranno i soliti modaioli della forchetta che con l'illusione di abbassare il loro tasso di colesterolo si rimpinzeranno di additivi chimici. Non è forse anche questo un esempio di 'cucina molecolare'?